Bimbo trapiantato al Monaldi: cos’è e come funziona la Pcc. L’appello della madre: “Donate all’Aido”

Oggi, venerdì 20 febbraio, la riunione all'ospedale Monaldi di Napoli che stabilirà un nuovo trattamento per Domenico. Il confronto arriva dopo la richiesta della famiglia di avviare una Pcc, cioè una pianificazione condivisa delle cure.

Il dolore di una madre, ma anche tanta dignità. E la consapevolezza che poco può essere ancora fatto per il piccolo Domenico, il bambino ricoverato al Monaldi di Napoli, al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato.

Patrizia Mercolino a Rete4 ha ringraziato “tutte le persone che mi hanno dimostrato affetto e vicinanza”, e chi ha “offerto aiuti” alla sua famiglia. Tuttavia, ha aggiunto, “non accetto soldi, vorrei invece che fossero donati all’associazione per i trapianti Aido”. Affinché a nessun altro figlio possa più accadere ciò che è capitato al suo.

A Domenico non sarà staccato l’Ecmo, cos’è la Pcc

A Domenico non sarà staccato l’Ecmo, ma oggi, venerdì 20 febbraio, una riunione all’ospedale Monaldi di Napoli stabilirà per lui un nuovo trattamento. Il confronto arriva dopo la richiesta della famiglia di avviare una Pcc, cioè una pianificazione condivisa delle cure.

Si tratta di “un processo relazionale continuo tra paziente e team medico per definire le terapie in caso di malattie croniche ed infauste”, ha spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, che difende Patrizia Mercolino. “Questo percorso porta ad evitare l’accanimento clinico”. 

Come funziona la Pianificazione condivisa delle cure

Alla riunione parteciperanno i medici del nosocomio napoletano, il medico di fiducia della famiglia, la madre e il legale. Gli esperti spiegheranno come funziona il nuovo percorso, che non è l’eutanasia, ma ferma l’accanimento terapeutico. In pratica dovrebbero essere interrotte le terapie per curare per il piccolo e intraprese quelle per un percorso che allevi le sue sofferenze. Sarà presente il comitato etico del Monaldi.

L’avvocato Petruzzi ha fatto sapere che è previsto anche un supporto psicologico per i genitori. Nei giorni scorsi i team medico composto da luminari provenienti anche da altre città italiane, ha stabilito che Domenico non può essere operato per un nuovo cuore. Allo stesso tempo ora “non sarà staccato l’Ecmo, perché un secondo dopo si rischia la morte. Verranno invece eliminate altre terapie non necessarie”.

Petruzzi: “Il primo rapporto interdisciplinare su Domenico è datato 6 febbraio”

Il legale ha poi evidenziato un altro aspetto della vicenda: “Dalla documentazione del Monaldi emerge, e non c’è errore perché è molto analitica sulla cronologia dei documenti a noi inviati, che il primo rapporto interdisciplinare sul caso del bimbo è datato 6 febbraio. Credo che non ci sia bisogno di altri commenti”. 

Intanto proseguono le indagini per accertate eventuali responsabilità. Il cuore destinato a Domenico era stato espiantato a Bolzano e danneggiato durante il trasporto. L’organo è stato traportato in un box riempito con ghiaccio secco, invece del ghiaccio tradizionale che di solito viene utilizzato in questi casi.

Mamma Patrizia e Domenico, il bimbo a cui è stato trapiantato il cuore bruciato al Monaldi
Petruzzi: “Il primo rapporto interdisciplinare su Domenico è datato 6 febbraio”

In questo modo il cuore si sarebbe congelato. Nel verbale di un’indagine interna del Monaldi si legge che “all’apertura del contenitore termico risultava impossibile estrarre il secchiello” contenente l’organo, che ormai era “completamente inglobato un un blocco di ghiaccio”. 

Potrebbe crescere il numero degli indagati

Nonostante il sospetto di un danno irreparabile al cuore, si sarebbe deciso di procedere lo stesso con il trapianto. Le indagini dovranno ora stabilire perché il muscolo cardiaco del piccolo è stato espiantato prima di controllare le condizioni di quello nuovo arrivato da Bolzano. Gli indagati al momento sono sei tra medici e paramedici, ma il numero sembra destinato a crescere, coinvolgendo anche alcuni professionisti di Bolzano.

Anelli, presidente dell’Ordine dei medici: “Lasciamo in pace la famiglia nel suo dolore”

L’invito a tutti, anche ai media, in questa fase in cui la conclusione non è quella che tutti speravano, è di far scendere il silenzio e lasciare – giustamente – in pace la famiglia che è raccolta nell’intimità del dolore, su cui esprimiamo il massimo rispetto”. Sono le parole di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei midici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), a margine di un evento a Roma dedicato alla VI Giornata del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato.

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