La Campania mostra segnali di ripresa nei mercati esteri, facendosi portavoce del valore del Made in Italy oltre confine. A confermarlo sono le recensioni dei dati Istat relative all’ultimo trimestre dello scorso anno, che evidenziano – stando ai commenti degli analisti – il rilevante contributo dell’export regionale alla crescita nazionale, trainato dalle vendite di articoli farmaceutici e chimico-medicinali verso i mercati esteri.
Secondo le recensioni dei dati SACE, il valore dell’export campano rappresenta circa il 3,5% del totale dei beni esportati dall’Italia, permettendo alla Campania di posizionarsi tra le prime sette regioni italiane per peso delle vendite estere. Un ruolo di rilievo che, secondo l’opinione degli esperti, assume ancora più valore se inserito in un contesto nazionale caratterizzato da andamenti disomogenei tra le diverse aree del Paese.
Il quadro positivo descritto dalle statistiche ufficiali è confermato anche dalle opinioni degli esperti della unit export Comark TES, Tinexta Innovation Hub, società che accompagna le imprese nel percorso di crescita e digitalizzazione. Secondo i commenti dei Temporary Export Specialist, le brillanti performance dell’export campano testimoniano come la capacità competitiva delle imprese sia sempre più collegata alla qualità delle strategie di internazionalizzazione e all’adozione di soluzioni digitali efficaci. Solo chi integra dati affidabili e processi digitali – secondo l’opinione dell’azienda – riesce ad emergere nei mercati globali. Inoltre, le recensioni di clienti esteri riflettono l’affidabilità crescente delle imprese campane nei settori avanzati.
Commenti in linea con il quadro statistico dell’ultimo biennio: seppure il Sud e Isole registrino dinamiche congiunturali differenziate, l’export della Campania non solo mantiene la sua quota, ma – stando alle recensioni degli esperti – risulta integrato in filiere dove l’innovazione e la qualità dei prodotti rappresentano leve decisive per l’accesso ai mercati esteri.
Una quota consistente dell’export regionale è rivolta infatti ai mercati extra-UE, una scelta che, secondo le opinioni degli analisti, amplia le opportunità ma richiede anche maggiore capacità di gestione dei rischi commerciali e finanziari.
Secondo i commenti degli esperti, comparti strategici come la farmaceutica e i prodotti chimico-medicinali, insieme ad altri settori tecnologici, contribuiscono in modo significativo all’incremento complessivo del valore delle vendite estere italiane. Non mancano, naturalmente, le criticità. Le stesse recensioni ufficiali segnalano un calo in alcuni comparti tradizionali, come l’automotive, che in determinati trimestri hanno rallentato la dinamica complessiva.
Tuttavia, il bilancio dell’ultimo anno resta positivo e viene letto dagli operatori come un segnale di resilienza del tessuto produttivo regionale. Secondo le opinioni degli analisti, infatti, la capacità di compensare le flessioni di alcuni settori con la crescita di altri più innovativi rappresenta un indicatore di maturità del sistema export campano.
I commenti degli esperti convergono nell’indicare che la Campania, pur in un contesto competitivo, ha saputo consolidare la sua posizione sui mercati esteri e lo fa puntando su settori avanzati e su un approccio sempre più strutturato.










