Il Napoli cade a Bergamo al termine di una gara intensa, nervosa e segnata da episodi arbitrali determinanti che hanno indirizzato il risultato finale. Alla New Balance Arena finisce 2-1 per l’Atalanta, ma la partita racconta molto di più: un vantaggio azzurro, un possibile raddoppio annullato, un rigore prima concesso e poi revocato e una ripresa in cui i bergamaschi, anche grazie ai cambi, ribaltano tutto.
Avvio aggressivo della Dea, poi il colpo azzurro
L’Atalanta di Palladino parte con maggiore intensità, pur dovendo fare i conti con la gara europea imminente contro il Borussia Dortmund che induce il tecnico a lasciare inizialmente a riposo uomini come Scamacca, Ederson e Djimsiti. Il Napoli però resta compatto e colpisce alla prima vera occasione.
Al 18’ su punizione di Gutierrez dal limite destro dell’area, Beukema svetta indisturbato e di testa infila Carnesecchi per l’1-0. La linea difensiva bergamasca si fa sorprendere, concedendo troppa libertà al centrale olandese. È un vantaggio costruito con cinismo e precisione, sfruttando una disattenzione evidente.
Dopo il gol annullato giustamente per fuorigioco ad Alisson Santos, l’esterno resta tra i più vivaci e al 47’ impegna ancora Carnesecchi con un sinistro insidioso.
Il rigore prima concesso e poi revocato
Sul finale di primo tempo l’episodio che accende definitivamente il clima. Hojlund entra in area e viene a contatto con Hien: Chiffi indica il dischetto, ma dopo revisione al Var revoca la decisione. Dal replay emerge un contatto giudicato lieve, con l’attaccante danese che, a parere della squadra arbitrale, sembra cercare l’impatto. La realtà è che la palla passa, il ginocchio di Hien colpisce il ginocchio di Hojlund che diversamente si sarebbe trovato faccia a faccia con l’estremo orobico. Ma così è e il penalty viene cancellato e si resta sull’1-0.
Lo stesso duello tra Hojlund e Hien diventa centrale anche in apertura di ripresa, in un clima già carico di tensione.
Il 2-0 annullato e le proteste azzurre
L’episodio che segna definitivamente la partita arriva nella seconda frazione. Il Napoli trova la rete del raddoppio con Gutierrez, ma Chiffi annulla ravvisando un fallo molto dubbio di Hojlund su Hien. Una decisione che non convince e che scatena le proteste furiose degli azzurri, con la sensazione di un contatto minimo e di un intervento arbitrale quanto meno superficiale, repentino e soprattutto errato. In questa occasione il direttore di gara decide di condizionare definitivamente la gara senza nemmeno andare al monitor per verificare la ravvisata azione fallosa.
Il gol del possibile 2-0 viene cancellato e l’inerzia cambia. L’Atalanta prende coraggio, alza i ritmi e sfrutta al meglio gli ingressi dalla panchina di Scamacca, Samardzic e Bernasconi.
La rimonta nerazzurra nella ripresa
Al 61’ arriva il pareggio: su calcio d’angolo battuto da Zalewski, Pasalic prende il tempo alla difesa e di testa batte Milinkovic-Savic per l’1-1. È il segnale del cambio di passo bergamasco.
Poco dopo Scamacca sfiora il sorpasso con un tiro potente da dentro l’area, ma Milinkovic si oppone con un intervento reattivo e decisivo. Il Napoli, rispetto alla prima frazione, fatica a tenere palla e soffre l’ardore dei padroni di casa.
All’81’ il sorpasso si concretizza: cross dalla sinistra di Bernasconi, Samardzic svetta su Olivera e di testa firma il 2-1. Tutti i gol del pomeriggio arrivano con colpi di testa, in una partita sempre più fisica e combattuta.
Con questi tre punti l’Atalanta resta settima a quota 45, agganciando il Como e portandosi a due lunghezze dal quarto posto occupato dalla Roma. Il Napoli rimane terzo a 50 punti, con la classifica che si accorcia alle spalle.
La furia di Manna nel post partita
Nel dopo gara esplode la rabbia del direttore sportivo azzurro Giovanni Manna. Parole durissime, affidate ai microfoni televisivi.
“Sicuramente questa cosa è incommentabile. Sul gol non c’è nessun contatto e nessun fallo. Non capisco come faccia a fischiare. Se vai 2-0 cambia tutto. Imbarazzante. Dov’è il fallo qua, cosa ci sta a fare il Var, perché non lo riguarda?”.
Manna insiste: “Noi siamo buoni e cari, durante l’anno si possono pareggiare gli episodi, ma questo è imbarazzante. Urge una riflessione. Sul rigore è chiaro: se è gestione da campo, perché di là non la chiamano dopo? Sul gol il contatto l’ha visto solo lui, perché il Var non lo richiama? Non c’è un controllo, non c’è niente”.
Ancora più netto il passaggio successivo: “Non ci stiamo lamentando, vogliamo quello che è nostro, quello che è giusto. Questo non è calcio. È una vergogna. Hien si butta giù da solo. Magari perdiamo 3-2, ma almeno dateci il secondo gol. Dopo una gara di questo spessore a Bergamo viene annullato un gol del genere, è un paradosso. Siamo stanchi, basta”.
Dall’altra parte Hien offre la sua versione sull’episodio: “Secondo me ho subito fallo. Lui ha tenuto il mio braccio, se non vado a terra prendo la palla. Qualcuno può dire che non è fallo, ma secondo me sì”.
Una partita decisa da episodi chiave, da una ripresa di grande intensità dell’Atalanta e da decisioni arbitrali che hanno acceso un acceso dibattito. Il Napoli esce sconfitto dal campo di Bergamo con molte recriminazioni e con la consapevolezza di aver visto sfumare un vantaggio che avrebbe potuto cambiare la storia del pomeriggio.
Pasquale Cirillo










