Sale a sette il numero dei medici indagati nell’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto dopo un trapianto di cuore all’Ospedale Monaldi. Tutti i professionisti iscritti nel registro degli indagati sono medici napoletani. L’ultimo nome emerso è quello di un’altra dirigente sanitaria, una dottoressa che avrebbe fatto parte del pool medico coinvolto nell’intervento culminato con l’impianto di un cuore deteriorato.
L’aumento degli indagati emerge dalla richiesta di incidente probatorio avanzata dalla Procura di Napoli. L’obiettivo è procedere all’autopsia con un pool di periti alla presenza del giudice per le indagini preliminari, così da cristallizzare la prova in vista di un eventuale processo. Gli avvisi sono stati notificati a tutti e sette gli indagati, che risultano ora formalmente coinvolti nella fase tecnica dell’inchiesta.
Il procedimento, allo stato, procede per omicidio colposo. Non ha invece trovato accoglimento, almeno per ora, la richiesta della difesa della famiglia di contestare il reato di omicidio volontario con dolo eventuale. L’avvocato Francesco Petruzzi ha inoltre sollecitato l’adozione di misure cautelari, istanza che i pubblici ministeri non hanno ritenuto, al momento, di sostenere.
L’indagine è coordinata dal pm Giuseppe Tittaferrante, sotto la supervisione del procuratore aggiunto Antonio Ricci. Ora la parola passa al gip, chiamato a decidere se accogliere o rigettare la richiesta di incidente probatorio. Un passaggio ritenuto cruciale per definire, sul piano tecnico-scientifico, le responsabilità nella morte del bambino.










