Nella cartellina clinica trasmessa dall’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi mancherebbe un documento ritenuto fondamentale dalla famiglia di Domenico, il bambino deceduto dopo un delicato intervento chirurgico. A sollevare la questione è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo, che annuncia nuove iniziative in Procura per fare piena luce sull’accaduto.
Secondo quanto riferito dal difensore, nella documentazione sanitaria ricevuta non sarebbe presente il diario di perfusione, ovvero il tracciato della circolazione extracorporea. Si tratta dell’atto che registrerebbe con precisione il momento in cui al bambino sarebbe stato espiantato il cuore prima dell’impianto dell’organo successivamente ritenuto danneggiato.
«Domani mattina torno in Procura per segnalare l’anomalia e chiedere che venga acquisito questo documento, se già non è stato fatto», ha spiegato l’avvocato.
Un ulteriore elemento segnalato riguarda la ricostruzione cronologica degli eventi. «Le varie fasi sono riportate in ordine, ma manca il minutaggio preciso – sottolinea Petruzzi – un dettaglio indispensabile per comprendere con esattezza il susseguirsi degli eventi durante l’intervento». Anche su questo punto il legale intende confrontarsi con il procuratore aggiunto Ricci, che coordina l’inchiesta.
In vista dell’autopsia, che non è ancora stata calendarizzata, l’avvocato annuncia il deposito della nomina di un anatomopatologo di parte, così da consentire alla famiglia di partecipare con propri consulenti agli accertamenti tecnici irripetibili disposti dagli inquirenti.
Parallelamente all’azione giudiziaria, la madre del bambino, Patrizia Mercolini, insieme al proprio legale, si recherà domani da un notaio a Napoli per costituire un comitato di raccolta fondi. Si tratta del primo passo verso la creazione di una fondazione intitolata a Domenico.
«La legge prevede che una fondazione possa nascere dopo aver raccolto almeno 30mila euro di capitale – spiega Petruzzi – e domani inizieremo questo percorso». L’obiettivo è sostenere bambini affetti da gravi patologie e offrire supporto alle vittime di presunti casi di malasanità, trasformando il dolore in un impegno concreto.










