Raid nel corso della notte di lunedì 23 febbraio nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano. Qualcuno ha messo a soqquadro gli uffici. L’azienda di moda nelle ultime settimane è stata al centro di una vertenza sindacale, dopo aver annunciato il licenziamento di 32 su 129 operai nella sede colpita stanotte.
Sul posto, la zona ASI di Pascarola, sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Caivano. Al momento i danni sono ancora da quantificare e le indagini sono state affidate al Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna. Si indaga per chiarire dinamica e matrice dell’episodio.
Non è ancora stato chiarito se siano stati portati via documenti o altri oggetti. Al vaglio dei carabinieri, le testimonianze e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Lo stabilimento ha avviato una procedura di licenziamento collettivo nelle scorse settimane
Come già scritto, il 3 febbraio l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento per 32 dei 129 dipendenti. “Esprimiamo profonda preoccupazione per i fatti accaduti nella sede di Harmont & Blaine”, scrive in una nota Andrea Pastore, della segreteria FIlctem Cgil Napoli e Campania.
“In una fase delicata per la risoluzione della vertenza che vede coinvolti 32 lavoratori, riteniamo opportuno che l’azienda faccia chiarezza sull’accaduto e, in particolare, auspichiamo che nell’ottica della piena trasparenza, venga comunicato cosa è stato sottratto nel corso dell’incursione notturna negli uffici”.
La vicenda dei licenziamenti è arrivata a Roma mercoledì 18 febbraio, dove si è riunito un tavolo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Altri incontri risalgono al 12 e al 16 febbraio in prefettura a Napoli, in presenza anche del sindaco di Caivano Antonio Angelino, i rappresentanti dell’Assessorato al Lavoro della Regione Campania, il direttore generale della società, i delegati dell’Unione Industriali e i sindacati Cisl e Cgil.










