Dalla vita reale ai social è un attimo. Ogni giorno milioni di contenuti vengono postati sui social senza alcun controllo e filtro, ma stavolta i carabinieri della stazione di Secondigliano, impegnati nel web patrolling, sono intervenuti in tempo, impedendo che la storia di un uomo di sessantanni non presente a se stesso in quel momento, finisse nel tritacarne dei social. Vittima della viralità e dell’inconsapevolezza di un gruppo di ragazzini, anzi bambini.
Teatro della scena è l’esterno di centro commerciale di Secondigliano, in mezzo a tante persone che passando, non hanno pensato di fermarsi un secondo per impedire al branco di riprendere l’uomo, e spiegar loro che quello che stavano facendo è sbagliato.
Il sessantenne in quel momento non stava bene
Il gruppo, dopo aver consumato da mangiare, vagava annoiato in cerca di una diretta, fino a che non ha notato una persona anziana tra i 60 e i 65 anni. Stando al racconto dei carabinieri, l’uomo in quel momento non stava bene e non è chiaro se abbia problemi psichici oppure fosse sotto effetto di alcol o droga.
Uno dei bambini ha impugnato lo smartphone e ha fatto partire una diretta: insulti, parolacce, risate e sfottò sulla presunta droga che assunta dall’anziano. La vittima non ha opposto resistenza e ha proseguito la passeggiata mentre i bambini continuavano a prenderlo in giro e si avvicinavano sempre di più.
La vittima non reagisce
Parlavano all’uomo, che rispondeva mentre era ripreso di spalle. Nessuno è stato aggredito. Il gruppo è arrivato fino alle porte scorrevoli del centro commerciale e qui, uno dei ragazzini ha lanciato in testa all’anziano dei fili di coriandoli che secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, avrebbe raccolto da terra.
Il video postato da un 1enne
A questo punto il video si è interrotto. È durato un minuto e 50 secondi, ed è stato postato su uno dei social più frequentati dai ragazzini. I carabinieri hanno individuato il profilo: a postare il video sarebbe stato un undicenne di Secondigliano. Non è stato difficile risalire alla famiglia. Il bambino non è imputabile, ma la vicenda è stata segnalata alla Procura di Napoli, alla Procura per i minorenni e ai servizi sociali.










