Una svolta drammatica segna l’inchiesta sulla morte del piccolo Domenico, il bambino deceduto a Napoli dopo un trapianto di cuore che ha aperto un caso giudiziario senza precedenti. Patrizia Mercolino, madre del piccolo, si è recata questa mattina presso la Procura della Repubblica di Napoli, accompagnata dall’avvocato Francesco Petruzzi, per consegnare una prova potenzialmente decisiva: una chiavetta USB contenente la registrazione audio di una conversazione avuta con il dottor Guido Oppido, il cardiochirurgo che eseguì l’intervento lo scorso 23 dicembre.

Il file audio risale al giorno in cui alla famiglia fu comunicata la diagnosi infausta, dopo che un’équipe interdisciplinare di esperti nazionali aveva stabilito che non vi fossero più speranze di sopravvivenza per il bambino. Secondo quanto riferito dal legale, nella registrazione si sentirebbe la madre chiedere spiegazioni sul perché il figlio fosse stato dichiarato “trapiantabile” solo poche ore prima dell’arrivo del cuore da Bolzano. La risposta del medico, stando alla tesi difensiva, sarebbe agghiacciante: avrebbe agito “solo per disperazione”. Per l’avvocato Petruzzi, questa affermazione dimostrerebbe la mancanza di serenità professionale necessaria per affrontare un caso tanto delicato e per orientare correttamente le decisioni cliniche del team.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, vede attualmente sette indagati tra medici e personale paramedico, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo in concorso. Al centro degli accertamenti non c’è solo la condotta dei sanitari del Monaldi, ma anche la gestione della logistica e della comunicazione relativa all’organo prelevato in Trentino-Alto Adige. La famiglia chiede chiarimenti su una discrepanza temporale: secondo la madre, il cuore sarebbe arrivato a Napoli alle 14:30, mentre la documentazione ufficiale indicherebbe le 14:18.

La difesa ha inoltre chiesto che la Procura ascolti formalmente la madre proprio su questo punto, sottolineando come la sua versione dei fatti sia rimasta coerente sin dall’inizio, ben prima degli accertamenti tecnici fissati per giovedì 26 febbraio, quando verranno analizzati i cellulari delle persone coinvolte. La consegna dell’audio proprio in questa fase, spiegano i legali, è una mossa strategica successiva all’ufficializzazione dei nomi degli indagati. L’obiettivo è dimostrare una ingerenza eccessiva del cardiochirurgo nelle scelte cliniche, che avrebbe inciso in modo determinante sull’esito di un intervento già compromesso dalle condizioni strutturali dell’organo donato.

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano
Condividi
PrecedenteSorrento, gheppio salvato dal WWF Terre del Tirreno e dai Vigili del Fuoco
SuccessivoLupara bianca a Pimonte, svolta dopo quattro anni: risolto l’omicidio di Carmine Zurlo
IGV News
Il giornale “il Gazzettino vesuviano”, fondato nel 1971 da Pasquale Cirillo e attualmente diretto da Gennaro Cirillo, si interessa principalmente delle tematiche legate al territorio vesuviano e campano; dalla politica locale e regionale, a quella cultura che fonda le proprie radici nelle tradizioni ed è alla base delle tante associazioni e realtà che operano sul territorio. Siamo impegnati a garantire la massima qualità e la massima integrità nel nostro lavoro giornalistico. Ci impegniamo a mantenere alti standard etici e professionali, evitando qualsiasi conflitto di interesse che possa compromettere la nostra indipendenza e la nostra imparzialità. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri lettori notizie e informazioni affidabili su una vasta gamma di argomenti, dalle notizie di attualità ai reportage approfonditi, dalle recensioni ai commenti e alle opinioni. Siamo aperti a suggerimenti e proposte dai nostri lettori, e ci impegniamo a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con la nostra community.