Il “Treno del Ricordo” fa tappa a Salerno: omaggio alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata

La Sezione di Pompei dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci rende omaggio al convoglio storico dedicato alla memoria dell’esodo istriano-dalmata, tra percorso multimediale, testimonianze e masserizie custodite nel Magazzino 18 di Trieste.

Il Presidente della Sezione di Pompei dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Gr. Uff. Rodolfo Armenio, insieme ai soci, ha reso omaggio al Treno del Ricordo in occasione della tappa presso la stazione ferroviaria di Salerno.

L’iniziativa è dedicata alla memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, attraverso un percorso multimediale in cui si alternano pannelli informativi, contenuti audiovisivi e materiali storici. La mostra è arricchita dall’esposizione di alcune masserizie appartenute agli esuli, oggi conservate dall’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata nel Magazzino 18 di Trieste, luogo simbolo della memoria di quelle vicende.

Il Treno del Ricordo è un convoglio storico messo a disposizione da Fondazione FS Italiane e dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, e attraversa diverse città italiane con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di una pagina complessa della storia nazionale.

L’esodo giuliano-dalmata ebbe inizio al termine della Seconda guerra mondiale, a partire dal 1945 e nel decennio successivo, quando centinaia di migliaia di persone di nazionalità e lingua italiana lasciarono i territori della Venezia Giulia, dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia, in un contesto segnato dal passaggio di quelle aree sotto la sovranità jugoslava guidata da Josip Broz Tito. Accanto agli italiani, furono coinvolti anche cittadini di nazionalità mista o appartenenti alle comunità slovena e croata.

La visita al Treno del Ricordo rappresenta un momento di riflessione e di solidarietà nei confronti di quanti furono costretti ad abbandonare le proprie case, contribuendo a mantenere viva la memoria storica e a trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza di quanto accaduto.

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