Allarme dal mondo dell’archeologia per la possibile chiusura dell’Istituto di Archeologia dell’Università Humboldt di Berlino, considerato uno dei centri di formazione più prestigiosi a livello internazionale. A lanciare l’appello è Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, intervenuto a Londra nel corso di un’iniziativa ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura.
«Si tratta di un’istituzione fondamentale per lo studio dell’archeologia nel mondo, un faro per generazioni di studiosi che non può essere spento per mere ragioni di bilancio», ha dichiarato Zuchtriegel, riferendosi alla ventilata liquidazione della storica scuola berlinese.
Negli ultimi giorni la notizia della possibile chiusura ha acceso un dibattito acceso in Germania, dove è partita una campagna di sensibilizzazione per salvare l’istituto, considerato una vera e propria fucina di ricercatori di fama internazionale. Tra gli ex studenti figura lo stesso Zuchtriegel, che ha sottolineato come la chiusura rappresenterebbe «un colpo all’identità stessa dell’ateneo, forte di una tradizione accademica lunga oltre due secoli».
L’archeologo italo-tedesco ha quindi invitato la comunità scientifica internazionale a mobilitarsi e a sottoscrivere la petizione online lanciata sulla piattaforma WeAct. «Nessun taglio di bilancio può giustificare la cancellazione di un’istituzione di tale valore. La comunità scientifica mondiale non può permettersi una perdita così grave», ha concluso.
L’appello rilancia il tema della tutela della ricerca e della formazione universitaria in Europa, ponendo l’accento sul rischio che scelte economiche possano compromettere patrimoni culturali e scientifici di rilevanza mondiale.










