Inchiesta clan Contini, l’Asl Napoli 1: “Il San Giovanni Bosco non si ferma, pronti a potenziarlo”

L'azienda sanitaria precisa che gli arresti riguardano indagini del 2019-2020 e rassicura l'utenza: nessuna criticità nel presidio dopo lo smantellamento del "sistema" criminale svelato ieri.

A meno di ventiquattr’ore dal terremoto giudiziario che ha scosso l’ospedale San Giovanni Bosco, arriva la presa di posizione dell’Asl Napoli 1 Centro. La direzione strategica ha voluto rassicurare i cittadini sulla continuità dei servizi e tracciare una linea di demarcazione temporale rispetto ai fatti contestati.

L’Asl Napoli 1 Centro ha precisato che le quattro misure cautelari eseguite ieri, rappresentano l’epilogo di indagini condotte in un arco temporale preciso: il 2019 e il 2020.

L’azienda garantisce che l’assistenza ai cittadini non ha subito contraccolpi: “Tutto il personale del presidio ospedaliero San Giovanni Bosco sta operando in piena continuità senza alcuna problematica di sorta”. 

L’Asl fa chiarezza dopo i dettagli emersi dall’inchiesta sulla struttura sanitaria che, secondo gli inquirenti, era finita sotto il controllo del clan Contini: un sistema capillare che andava dalla gestione di un bar abusivo (senza pagare alcun canone) fino alla compilazione di certificati falsi per permettere agli affiliati di uscire dal carcere.

L’operazione di Guardia di Finanza e carabinieri ha svelato un intreccio tra camorra e colletti bianchi, coinvolgendo anche un avvocato accusato di riciclare i proventi del clan in immobili, auto e opere d’arte.

Futuro e rilancio: pianificato il potenziamento

Oltre a dichiarare che l’ospedale è operativo, la Direzione Strategica dell’Asl ha annunciato di aver “pianificato un potenziamento della struttura del presidio”.

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