Immagini Cantieri di Sestri (Genova, ottobre 2014) Photo © Francesco Rastrelli protected by copyright

Un sequestro preventivo da circa 1,8 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza al termine di una complessa attività investigativa delegata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Nel mirino una società operante nella cantieristica navale con sede a Gragnano, accusata di aver utilizzato crediti d’imposta inesistenti per compensare debiti tributari tra il 2019 e il 2023.

L’indagine della Guardia di Finanza di Monfalcone

L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Compagnia Guardia di Finanza di Monfalcone, che hanno dato esecuzione al provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina.

L’attività investigativa trae origine da una verifica fiscale nei confronti della società, nel corso della quale sarebbero emerse irregolarità nella compensazione di debiti tributari mediante l’utilizzo di crediti d’imposta ritenuti fittizi.

I crediti “Transizione 4.0” e le presunte irregolarità

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i crediti indebitamente compensati rientrerebbero nelle misure finanziate dal P.N.R.R., nell’ambito del programma “Transizione 4.0”, destinato a sostenere le imprese per attività di formazione, ricerca e sviluppo nelle tecnologie industriali innovative basate sull’integrazione tra sistemi fisici e digitali.

Dall’analisi della copiosa documentazione acquisita, le Fiamme Gialle avrebbero rilevato consistenti incongruenze. In particolare, i corsi di formazione indicati dalla società non sarebbero mai stati effettivamente erogati. Quanto alle attività di ricerca e sviluppo, queste – anziché tradursi nella creazione di nuovi progetti o prototipi – si sarebbero limitate alla redazione di elaborati teorici sulle tecnologie 4.0, in alcuni casi risultati addirittura copiati da tesi di laurea liberamente consultabili online.

Crediti fittizi per oltre 2 milioni e compensazioni indebite

Attraverso l’indicazione di tali spese, la società avrebbe generato crediti d’imposta fittizi per importi superiori ai 2 milioni di euro, utilizzandone una parte – pari a circa 1,8 milioni di euro – per compensare debiti tributari. In questo modo avrebbe conseguito un indebito risparmio d’imposta, superando le soglie di punibilità penale previste dalla normativa vigente.

Alla luce degli elementi raccolti e considerata la competenza territoriale legata alla sede legale della società, la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha richiesto al Gip l’adozione della misura cautelare reale, finalizzata a evitare la dispersione dei proventi dell’evasione fiscale e a garantire la tutela della pretesa erariale.

Sigilli a conti, quote, immobili e beni di lusso

Il sequestro ha riguardato disponibilità finanziarie, quote societarie, beni immobili e beni mobili registrati riconducibili alla società e alla sua legale rappresentante. Tra i beni sottoposti a vincolo figurano anche un’imbarcazione del valore di circa 160.000 euro e beni di lusso, tra cui due orologi Rolex, intestati a vario titolo agli indagati.

L’operazione rappresenta l’esito dell’attività di contrasto condotta dalla Guardia di Finanza in materia di illeciti nella gestione della spesa pubblica, con particolare attenzione alla corretta attuazione delle misure finanziate dal P.N.R.R., volte a sostenere la crescita produttiva e occupazionale del Paese.

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano