Nel comune di San Giorgio a Cremano, la rete di ricarica per auto elettriche finisce al centro delle polemiche. La cittadina, che conta circa 41mila residenti, dispone complessivamente di quattro colonnine di ricarica pubbliche: un numero già contenuto rispetto alla popolazione. Il dato più critico, però, è un altro: tre colonnine risultano fuori servizio e l’unica attualmente funzionante è una colonnina lenta, con tempi di ricarica più lunghi.

Una situazione che rende complicato se non impossibile per molti automobilisti effettuare la ricarica dell’auto elettrica in città. Le segnalazioni ai gestori si susseguono da tempo e, secondo quanto riportato da Il Mattino, finora non avrebbero portato a interventi risolutivi. Il quotidiano parla di un disservizio prolungato, più volte denunciato dai cittadini, e di un crescente malcontento tra i proprietari di veicoli elettrici.

L’assenza di infrastrutture di ricarica funzionanti costringe spesso gli utenti a spostarsi nei comuni limitrofi per trovare una colonnina attiva, con conseguenti disagi organizzativi, perdita di tempo e costi indiretti. Una criticità che pesa soprattutto in un territorio densamente popolato, dove la mobilità elettrica dovrebbe rappresentare un tassello fondamentale della transizione energetica.

Il caso di San Giorgio a Cremano riaccende il dibattito sull’effettiva efficienza della rete di ricarica pubblica e sulla necessità di garantire non solo l’installazione, ma anche la manutenzione e il corretto funzionamento delle colonnine elettriche. Senza un servizio stabile e affidabile, il rischio è quello di rallentare la diffusione delle auto elettriche e di compromettere gli obiettivi di sostenibilità ambientale a livello locale.

Pietro Nicosia

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