Un’esecuzione in pieno giorno, nel cuore di San Giovanni a Teduccio, quartiere della zona orientale di Napoli. Salvatore De Marco, 34 anni, è stato ucciso a colpi di pistola mentre si trovava a bordo della sua auto insieme alla moglie, all’altezza del civico 18 di via Sorrento, nel rione Villa. Per lui non c’è stato nulla da fare: è morto durante il trasporto all’Ospedale del Mare, dove è arrivato già privo di vita.
La raffica di colpi in via Sorrento
L’agguato si è consumato poco prima di mezzogiorno. Due killer, a bordo di un’auto, sono entrati in azione esplodendo una raffica di colpi d’arma da fuoco contro la vettura della vittima. Un attacco rapido e mirato, avvenuto in strada, tra residenti e passanti.
Il 34enne è stato raggiunto da diversi proiettili in varie parti del corpo, alcune delle quali vitali. Gravemente ferito, è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza in ospedale, ma è deceduto durante il tragitto.
L’area è stata immediatamente transennata per consentire i rilievi della Polizia Scientifica, mentre gli investigatori hanno avviato la caccia ai responsabili.
Un’area contesa tra clan
Via Sorrento e le strade limitrofe sono considerate da tempo una delle zone più calde del quartiere, storicamente al centro di tensioni tra gruppi criminali rivali. L’area è ritenuta un fortino conteso tra il Clan Mazzarella e il Clan Rinaldi.
La modalità dell’agguato, un’azione fulminea, in pieno giorno e in un quartiere densamente abitato, lascia presagire un regolamento di conti di stampo camorristico. Un segnale inquietante che riaccende i riflettori sull’emergenza criminalità nella zona orientale della città.
La vittima e i precedenti
La vittima del fuoco dei killer aveva precedenti penali per reati contro il patrimonio e associazione semplice. Un profilo che potrebbe rappresentare un tassello importante nella ricostruzione del movente.
Sette anni fa, nella stessa area, un altro uomo fu ucciso mentre accompagnava il nipote a scuola. Un precedente che testimonia come il quartiere sia stato più volte teatro di episodi di violenza armata.
Le indagini della Polizia di Stato
Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile della Polizia di Stato e al commissariato di Ponticelli. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero aver ripreso l’azione dei sicari o la loro fuga.
Massimo riserbo sulle piste seguite, ma tra le ipotesi al vaglio vi è quella di un agguato maturato negli ambienti della criminalità organizzata, legato a dinamiche di controllo del territorio e a equilibri fragili tra gruppi rivali.










