Le indagini interne sul fallimento del trapianto di cuore del piccolo Domenico sono “cominciate subito”. L’azienda ospedaliera dei Colli, alla quale fa capo il Monaldi di Napoli, ha interrotto il silenzio in una lettera al quotidiano Il Mattino, firmata dalla direttrice generale Anna Iervolino.
Sono cominciate “non appena sussurri interni hanno fatto dubitare che dietro le parole ufficiali “il cuore non è ripartito, il bimbo esce in Ecmo” ci fosse più di una complicanza di un intervento chirurgico”.
Le indagini dopo il trapianto al piccolo Domenico
La prima audizione da parte dell’azienda ospedaliera risalirebbe al 30 dicembre, giorno in cui “la direzione ha proceduto all’audizione del chirurgo e del responsabile del programma trapianti. Quella è la data di formale inizio delle indagini interne, che si sono sviluppate in relazioni scritte, in commissioni di indagini, in verbali di audit, veri e propri interrogatori durante i quali, via via, sono stati approfonditi gli eventi fino a comprendere come gli stessi siano avvenuti, ipotizzandone le cause e facendo emergere l’enorme gravità”.
Nella lettera inviata al quotidiano campano, Anna Iervolino ha voluto chiarire che “in questi tragici e lunghi giorni tutti hanno parlato e soprattutto, hanno parlato alzando la voce e usando parole feroci, ricche di odio misto a risentimento, coloro che della vicenda non sanno nulla”.
La dg ha ricordato che “un figlio è stato sottratto alla madre e questo è il punto: rendere giustizia ognuno con le proprie competenze. All’azienda dei Colli il compito delle indagini interne”, partite una settimana dopo il 23 dicembre, giorno in cui Domenico è stato sottoposto al trapianto fallito.
Il dossier del Monaldi: “296 pagine, le stesse che ora tutti leggono”
E proprio gli atti prodotti dall’azienda ospedaliera dei Colli sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria che sta indagando all’11 gennaio. Gli stessi documenti sono stati trasmessi alla Regione Campania e al Ministero della Salute. “Sono quelle 296 pagine che ora tutti leggono e fanno proprie, pubblicandone ampi stralci. Essi rappresentano la concreta azione della direzione dell’azienda dei Colli, che non solo ha amato la ricerca della verità, tanto da mettere sotto inchiesta i propri dirigenti, ma si è preoccupata anche di non interrompere le cure per tutti i piccoli ricoverati, non interrompendo quindi, il servizio di cardiochirurgia pediatrica che è l’unico presente in Campania e che dovrà continuare a lavorare con efficacia”.
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Dagli atti di cui parla Iervolino, “emerge chiaramente che è iniziata prima l’indagine interna”, e successivamente è “intervenuta la collaborazione con l’autorità giudiziaria e l’interlocuzione con gli uffici regionali. Di seguito sono arrivati i media”. Ma “tutto ciò che al momento si sa della vicenda era già nei verbali e nelle relazioni che ha scritto l’azienda, cui dopo si sono aggiunti i dettagli delle chat acquisite dalla magistratura o le testimonianze rese al pm”.
Nessun occultamento dei fatti, dunque. E chi lamenta che l’azienda non abbia convocato un a conferenze stampa “per consegnare alla folla un colpevole, manifesta la sua cultura e la ricerca di facile consenso”. E ancora: “Un fatto è certo. I fatti sono emersi con tanta puntualità perché l’azienda ha fatto le indagini interne, le ha formalizzate in verbali e relazioni, in resoconti e provvedimenti sanzionatori, di revoca e sospensione, senza fare sconti a nessuno”.
“La comunicazione col paziente è un dovere del medico. Anche questa violazione è stata sanzionata”
Secondo l’azienda dei Colli, anche la vicenda del dispositivo per la conservazione del cuore e le dinamiche della sala operatoria sono emerse “perché scritte nei verbali delle indagini interne condotte dall’azienda, che si è basata sull’audizione del personale e sull’esame della documentazione sanitaria”.
E “chi parla di occultamento dei fatti, non sa che la comunicazione col paziente è un dovere del medico e anche quella violazione, tra le altre, è stata disciplinarmente sanzionata. E non sa che l’azienda ha informato gli uffici preposti, per quanto di competenza”.
La direttrice ha infine “rinnovato le condoglianze della direzione ai familiari di Domenico nel cui ricordo l’azienda continuerà a ricercare incessantemente la verità e a lavorare perché nulla di simile possa mai più accadere”.










