Svolta nelle indagini sulla morte di Francesco Vitolo, l’imprenditore 60enne trovato senza vita nella notte tra sabato e domenica nella sua abitazione di Sant’Egidio del Monte Albino. I carabinieri hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti della moglie, 54 anni, gravemente indiziata dell’omicidio del marito.

Il fermo disposto dalla Procura

Il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Nocera Inferiore, che coordina l’inchiesta. A notificare il fermo sono stati i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del tenente colonnello Gianfranco Albanese.

La donna è accusata di omicidio: secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe aggredito il marito il 1° marzo, colpendolo con un’arma da taglio all’interno della loro abitazione in viale degli Aranci.

La ricostruzione dell’accaduto

Il corpo dell’imprenditore era stato rinvenuto nel bagno della villa, con una ferita da arma da taglio. In un primo momento era stato ipotizzato un malore, ma gli accertamenti successivi hanno portato a una diversa lettura dei fatti.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la 54enne avrebbe colpito il marito con un’arma da taglio, provocandone la morte. Gli elementi raccolti nelle ore successive al ritrovamento del cadavere hanno indotto la Procura a emettere il fermo di indiziato di delitto.

Sequestrata la villa di viale degli Aranci

Nel frattempo, è stata posta sotto sequestro la villa di viale degli Aranci dove si è consumata la tragedia. L’abitazione resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria per eventuali ulteriori rilievi tecnici e accertamenti investigativi.

Gli investigatori stanno continuando ad analizzare ogni dettaglio utile a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e il contesto in cui sarebbe maturato l’omicidio.

Trasferita nel carcere di Salerno-Fuorni

Dopo la notifica del fermo, la donna è stata trasferita nella casa circondariale di Carcere di Salerno-Fuorni, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura nocerina, prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda che ha scosso la comunità di Sant’Egidio del Monte Albino e l’intero Agro nocerino-sarnese.

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