Oggi 02/03/2026 è il terzo giorno di conflitto, la situazione evolve rapidamente in tutta la regione e stare indietro a quello che succede è letteralmente impossibile. Durante il secondo giorno di conflitto invece, il territorio giordano ha continuato a essere interessato dal passaggio di missili e droni diretti verso Israele, senza tuttavia essere oggetto di attacchi diretti.
Situazione in Giordania
Le sirene continuano a suonare durante l’intero arco della giornata ad Amman, in un contesto caratterizzato da una certa confusione riguardo alle raccomandazioni fornite dal Governo.
Le operazioni di intercettazione sono proseguite. La Direzione della Pubblica Sicurezza ha segnalato oltre 100 incidenti. In alcuni casi, detriti di grandi dimensioni sono caduti in aree popolate. Al momento si registra un ferito a Irbid, mentre un ulteriore episodio a Madaba ha causato alcuni feriti (numero non ancora comunicato). Non risultano, finora, ulteriori vittime.
L’Ambasciata degli Stati Uniti ha disposto che il proprio personale non si rechi in sede. Successivamente, anche altre ambasciate hanno emesso avvisi raccomandando di evitare l’area dell’Ambasciata statunitense. Le misure di sicurezza della Delegazione sono state adeguate. È stato istituito un gruppo di lavoro dedicato che si riunisce quotidianamente.
Il Ministro degli Affari Esteri, Ayman Safadi, ha condannato gli attacchi dell’Iran contro la Giordania e contro i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Diversamente da quanto avvenuto lo scorso anno, non ha condannato gli attacchi israeliani contro l’Iran.
Situazione generale sul campo regionale (in rapida evoluzione)
Attacco USA-Israele sull’Iran
Da sabato scorso Washington e Tel Aviv hanno lanciato un’offensiva aerea e missilistica su larga scala contro l’Iran. Sono stati colpiti Teheran (inclusi il quartier generale del regime e la TV di Stato), siti militari, depositi missilistici e altre città, tra cui Sanandaj. L’operazione prosegue con nuovi raid notturni. Il Presidente Trump ha dichiarato che durerà “almeno 4 settimane” e che sono già in corso contatti con nuovi leader iraniani.
Risposta iraniana
Teheran ha lanciato decine di missili balistici e droni contro Israele (colpiti Tel Aviv, Haifa, Gerusalemme Est e un condominio nel nord con vittime civili) e contro basi USA nella regione (Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrain, Iraq, Giordania, Arabia Saudita). Esplosioni sono state riportate anche a Dubai, Abu Dhabi, Doha e presso raffinerie Aramco in Arabia Saudita. Un morto è confermato in Bahrein. L’Iran parla di “vendetta” e rifiuta qualsiasi negoziato con gli Stati Uniti.
Fronte Libano – Hezbollah
Il conflitto si è ulteriormente esteso. Hezbollah ha lanciato razzi e droni verso il nord di Israele (sirene a Haifa). Israele ha risposto con pesanti raid aerei su Beirut e nel sud del Libano (almeno 31 morti e migliaia di sfollati) e non esclude un’invasione terrestre.
Altre tensioni regionali
Colonne di fumo sono state segnalate nei pressi dell’Ambasciata USA in Kuwait; risultano caccia statunitensi abbattuti. Pechino e Mosca hanno condannato l’attacco.
Posizione ufficiale del Regno Unito
Il Primo Ministro Keir Starmer ha dichiarato che il Regno Unito appoggia esplicitamente USA e Israele e ha concesso l’uso delle basi britanniche per scopi difensivi.
Testualmente: “Abbiamo accettato la richiesta americana di usare le basi britanniche per un scopo specifico e limitato difensivo: colpire i siti di lancio o i depositi di missili iraniani, per impedire all’Iran di sparare missili in tutta la regione, uccidere civili innocenti, mettere a rischio vite britanniche e colpire Paesi non coinvolti.”
Starmer ha precisato che il Regno Unito non parteciperà direttamente ad attacchi su territorio iraniano, ma metterà a disposizione le proprie basi (in particolare Akrotiri e Dhekelia, a Cipro) per operazioni mirate alla neutralizzazione delle capacità missilistiche iraniane.
Il Ministro della Difesa John Healey ha aggiunto che:
- la RAF/Forza aerea reale britannica sta abbattendo droni iraniani che minacciano interessi britannici nella regione;
- due missili balistici iraniani sono stati lanciati verso Cipro (sede delle basi RAF);
- un drone iraniano ha colpito una base militare britannica a Cipro, primo impatto diretto del conflitto in territorio europeo.
In sintesi, il Regno Unito è entrato attivamente nel sostegno logistico e difensivo agli alleati, senza impegnare propri velivoli in attacchi diretti sull’Iran.
La situazione resta estremamente fluida, con nuovi raid in corso mentre scrivo.
da Amman
Ciro Scuotto










