C’è aria di grande attesa sui Monti Lattari alla vigilia di Pimonte – Zeta Napoli, big match del campionato provinciale di Terza Categoria (girone B) che domenica prossima metterà di fronte al San Michele la compagine allenata da mister Salvatore Iovine (terza in classifica con 37 punti) e la prima della classe, a quota 43.
A far crescere l’attenzione è la presenza, tra le fila della formazione partenopea, di ex calciatori di serie A come l’arciere Emanuele Calaiò e Giuseppe Vives. Un appuntamento importante, che fa registrare già una grande attesa tra il pubblico di fede pimontese. Il club del presidente Rosario Aiello, reduce dalla brillante vittoria casalinga per 6-0 contro il Trecase, ha così chiamato a raccolta i propri sostenitori.
“Il calcio – si legge in una nota ufficiale – non è solo una partita. E’ identità, è appartenenza, è il modo più semplice e vero per sentirsi parte di qualcosa. E’ la maglia che rappresenta un paese, sono i volti sugli spalti, è l’orgoglio di difendere i propri colori. Domenica al San Michele affronteremo la prima della classifica – continua – la squadra più attrezzata e costruita per vincere questo campionato.Noi scenderemo in campo con ciò che siamo davvero. Con i nostri sogni, con la nostra passione, con la voglia di portare in alto il nome di Pimonte. Con un gruppo che lotta, che crede, che non si tira mai indietro. Faremo di tutto per giocare una grande partita e onorare questa maglia. Ma la forza più grande sarà vedere i nostri colori sul campo e la passione della nostra gente sugli spalti”.
Il Pimonte 1970 sta portando avanti, fin dall’inizio di questa stagione, un progetto sportivo e sociale che sta dando risultati importanti, dentro e fuori dal campo. La prima squadra, composta interamente da ragazzi di Pimonte, così come lo staff tecnico e il mister, sta disputando un campionato di alto livello, lottando stabilmente nelle zone alte della Terza Categoria e dimostrando come identità, appartenenza e lavoro quotidiano possano fare la differenza.
Nell’ultima gara casalinga è stato emblematico il ritorno al gol di Eduardo Chierchia, veterano del calcio pimontese, che ha ritrovato la rete dopo 14 anni dall’ultima marcatura ufficiale: un momento simbolico che racconta il valore umano e sportivo di questo progetto.
Ma il progetto Pimonte 1970 va oltre il risultato sportivo. Oggi, tra prima squadra e scuola calcio, sono coinvolti oltre 200 ragazzi e altrettante famiglie. Un numero che racconta meglio di qualsiasi classifica la portata sociale di questo percorso: il calcio come strumento di aggregazione, educazione e appartenenza.
Anche sugli spalti si respira un’aria nuova. La prima squadra è seguita con entusiasmo sia nelle gare casalinghe che in trasferta, con tifosi che accompagnano il gruppo ovunque, segno di un legame forte e ritrovato tra squadra e comunità. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Aiello, che ha commentato così il momento della società: «Siamo molto contenti di quanto fatto finora, non solo per i risultati ma per il lavoro quotidiano che stiamo costruendo tutti insieme. Questo progetto nasce da una visione condivisa con i soci Paolo, Umberto, Gennaro e Carlo: volevamo riportare stabilità, entusiasmo e programmazione a Pimonte. Oggi possiamo dire che siamo sulla strada giusta. Ma è solo l’inizio: stiamo già programmando la prossima stagione con l’obiettivo di crescere ancora e porci traguardi sempre più ambiziosi.»
Dopo dieci anni di assenza, la ripartenza della squadra ha riacceso un entusiasmo che in paese non si vedeva da tempo. Un risultato reso possibile dalla sinergia tra la società e l’amministrazione comunale di Pimonte, che ha creduto fin da subito nella riapertura del campo sportivo come priorità per la comunità. Il ritorno al San Michele non è stato soltanto un fatto sportivo, ma una vera rinascita collettiva. La riapertura dell’impianto rappresenta il primo passo di un percorso più ampio: è già previsto un secondo lotto di lavori che interesserà gli spalti, con l’obiettivo di rendere la struttura ancora più funzionale e accogliente, all’altezza dell’entusiasmo che si è ricreato attorno ai colori del Pimonte 1970.
Sul valore complessivo del progetto è intervenuto anche Davide Minieri, che segue la squadra quotidianamente: “Il progetto Pimonte 1970 sta andando avanti in modo importante, sia dal punto di vista sportivo che sociale. Al centro ci sono i giovani di Pimonte e le loro famiglie. Sapevamo che il campo sportivo sarebbe tornato a essere un luogo fondamentale di sana e proficua aggregazione, di crescita e di opportunità per tutta la comunità».
Francesco Fusco










