Il Duomo di Nola era pieno di persone. Anche la piazza fuori era gremita: centinaia di cittadini hanno partecipato ai funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di due anni morto il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore con un organo danneggiato. Bambini e adulti tenevano in mano palloncini bianchi e peluche, per salutare il piccolo in modo semplice e affettuoso. In piazza era esposto uno striscione con queste parole: “Tutto questo non ha alcun senso, che nulla resti impunito. Il tuo ricordo in eterno mai sbiadito. Giustizia per Domenico”. Molti avevano una maglietta bianca con la foto di Domenico e la scritta “Il nostro guerriero”.


L’arrivo delle autorità e il ricordo della famiglia

Poco prima dell’inizio della cerimonia, è arrivato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accompagnata dal prefetto di Napoli Michele Di Bari. Appena entrata, si è avvicinata alla mamma di Domenico, Patrizia, e l’ha abbracciata. Poi ha preso posto in prima fila accanto al presidente della Regione Roberto Fico, al prefetto, al presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi e al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Durante la liturgia, al momento dello scambio della pace, la premier si è alzata di nuovo per abbracciare la mamma di Domenico, gesto imitato anche dal presidente Fico e dal prefetto.
A spendere parole per il piccolo e il sindaco di Napoli: “E’ una situazione che ha colpito tutti per la perdita di questo piccolo angelo che e’ volato in cielo. Adesso è il momento del cordoglio, anche della sobrietà, quindi ci vuole grande rispetto per il dolore della famiglia, poi le responsabilità andranno valutate nella sede opportuna. Ci vuole grande senso di responsabilità, di sobrietà e di rispetto”. Presenti anche i sindaci di Nola e Taurano. A seguire la funzione, anche la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, ha espresso vicinanza alla famiglia sottolineando che nessuno si dimenticherà del piccolo.

La voce della mamma
Nella commozione della Cattedrale di Nola, la voce di Patrizia ha attraversato il silenzio e il dolore. La mamma di Domenico ha voluto ringraziare pubblicamente le istituzioni e la comunità accorsa per l’ultimo saluto al suo bambino. “Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico. Al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza”, ha detto con voce ferma, nonostante il dolore. “In questo momento ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, ma che ognuno di noi lo conservi in un angolo del suo cuore. Ti amo, amore di mamma”.

Lo scontro legale

Allo stesso tempo, per la vicenda c’è un contrasto legale, i legali della famiglia hanno inviato un nuovo esposto ai Consigli dell’Ordine dei Medici di Cosenza e Benevento contro i medici coinvolti nel trapianto. Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha dichiarato: “Ci aspettiamo che i Consigli dell’Ordine prendano posizione, perché la mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai genitori è un fatto grave e va sanzionato disciplinarmente”.

La funzione e la partecipazione della città

La funzione è stata guidata dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, che ha parlato del dolore immenso dei genitori e ha invitato tutti a non trasformare la sofferenza in rabbia. “Se è vero che i figli so’ piezz’e core, il cuore oggi è spezzato”, cosi il vescovo nell’omelia, ha continuato dicendo: “Un figlio senza genitore è perso, ma un genitore senza un figlio del proprio grembo è atroce”. È stata ricordata anche la mamma del bimbo che ha donato il cuore al piccolo Domenico: “Sentiamo vicina anche l’altra madre che aveva donato il piccolo cuore affinché potesse tornare a battere”. Il vescovo ha concluso raccomandando ai genitori di continuare per la via dell’amore, affinché esso diventi “capitale dell’umanità”. Durante  la funzione si sono alternati applausi e momenti di silenzio, applausi per la bara che entrava in chiesa, silenzio quando venivano letti i messaggi di vicinanza. Molti stringevano fiori bianchi o palloncini, simboli di innocenza, proprio come Domenico. All’uscita del Duomo, la folla ha accolto il feretro con palloncini e applausi, mentre dalla piazza si udivano le voci urlare: “Passatevi la mano sulla coscienza, tutti. Anche le istituzioni”. La canzone Guerriero di Marco Mengoni è stata intonata alla sua uscita, in ricordo del piccolo Domenico, definito dalla mamma un “piccolo guerriero”.

Lucia Pia Mandara 

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