Il ritorno a Napoli di Sal Da Vinci, all’indomani della vittoria al Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”, si è trasformato in una vera e propria festa popolare nel cuore della città. Il quartiere della Torretta, tra Chiaia e Mergellina, si è riempito di centinaia di persone accorse per salutare l’artista e celebrare un traguardo che molti hanno vissuto come il successo di un’intera comunità. L’evento si è svolto nel pomeriggio del 5 marzo, quando Largo Torretta è diventato un grande palcoscenico a cielo aperto dove fan, residenti e famiglie hanno accolto il cantante con applausi e cori.
La festa nel quartiere della Torretta
Fin dalle prime ore del pomeriggio Largo Torretta è stato letteralmente invaso da una folla eterogenea, composta da appassionati di lunga data, famiglie e abitanti della zona. Le persone hanno occupato ogni spazio disponibile, dalle scale della sede della Prima Municipalità fino ai balconi dei palazzi circostanti, trasformando l’area in una piccola arena gremita di entusiasmo.
Quando Sal Da Vinci è apparso con il trofeo del Festival di Sanremo tra le mani, la piazza è esplosa in un boato di applausi, mentre dagli altoparlanti risuonavano le note della canzone vincitrice.
Accanto al cantante era presente l’intera famiglia, dalla moglie ai figli, fino alla madre che, visibilmente emozionata, ha ringraziato i presenti per l’affetto dimostrato.
Il legame tra l’artista e il suo quartiere
La scelta di festeggiare proprio alla Torretta, il rione dove è cresciuto, ha dato all’evento un significato che va oltre la semplice celebrazione di un successo musicale.
Per l’artista si è trattato di un ritorno simbolico alle proprie radici, nel luogo dove sono iniziati i primi passi della sua carriera e dove ha costruito nel tempo un rapporto diretto con il pubblico.
Nel corso degli anni Sal Da Vinci ha saputo mantenere un equilibrio tra tradizione del teatro-canzone napoletano e spettacolo pop contemporaneo, consolidando una relazione autentica con i suoi fan. Il ritorno nel quartiere d’origine, dopo il trionfo nazionale, ha rappresentato quindi un momento di forte appartenenza identitaria.
Il discorso alla folla e il ringraziamento alla città
Salendo sulle scale affacciate sulla piazza gremita, il cantante ha ricordato i suoi anni giovanili trascorsi proprio tra quelle strade.
«Grazie a tutti, anche a chi è sui balconi. Grazie di cuore. Quando ero molto giovane a due passi da qui giocavo a pallone. Sono partito da qui, mi avete sostenuto sempre. L’eco della Torretta è arrivato in tutto il mondo. Questo è un quartiere importante», ha dichiarato rivolgendosi alla folla.
Mostrando il trofeo conquistato al Festival, ha aggiunto: «Questo premio profuma di sogni realizzati. Non è questo il mio premio, non è mio. Questo è il premio di tutti voi, delle persone che come me continuano a sognare un giorno migliore».
Nel suo intervento ha anche riflettuto sul valore dei sentimenti e sulla forza della musica: «Alcune volte siamo miopi, l’amore sembra una parola antica, invece non lo è. Siamo noi che ci allontaniamo dall’amore, non viceversa. Tutti gli amori, quando lo sono, restano appiccicati addosso e non vanno più via».
Le polemiche e l’invito a non alimentare scontri
Durante il suo discorso l’artista ha fatto riferimento anche alle polemiche nate dopo il Festival, invitando i presenti a non alimentare contrapposizioni mediatiche.
«Sono arrivate molte provocazioni, a volte la mente genera cose strane. Io ho parlato d’amore. Poi se l’amore è una cosa violenta, siamo nel mondo sbagliato. Non rispondete alle provocazioni che ci arrivano, non serve a niente. Pensiamo alla musica e alla bella gente di questa terra», ha detto alla piazza.
Il cantante ha poi ricordato i luoghi della sua giovinezza nel quartiere: «Voglio ringraziare tutti i vicoli che ho frequentato, le case dei miei amici che mi hanno accolto, tutta la Torretta, tutte le bellissime domeniche trascorse sui pontili di Mergellina. Questo quartiere lo porto nel cuore e vive con me».
Il successo a Sanremo e la nuova sfida internazionale
La vittoria con “Per sempre sì” ha segnato un nuovo momento importante nella carriera del cantante, già reduce negli ultimi anni dal successo del brano “Rossetto e Caffè”. La canzone vincitrice del Festival è diventata in breve tempo una delle più popolari tra il pubblico italiano, portando l’artista a conquistare la serata finale della manifestazione.
Il trionfo sul palco dell’Ariston ha inoltre aperto una nuova prospettiva internazionale: Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026, incarico che seguirà alla vittoria sanremese.
Il rinvio della festa e il ricordo del piccolo Domenico
La celebrazione nel quartiere era stata inizialmente programmata per il giorno precedente, ma era stata rinviata per rispetto dei funerali del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli il 21 febbraio dopo un trapianto fallito all’Ospedale Monaldi.
La decisione di spostare la festa è stata accolta con rispetto dagli abitanti della zona, che hanno poi partecipato numerosi all’evento organizzato nel pomeriggio del 5 marzo.
La targa della Municipalità e la medaglia della città
Al termine della manifestazione, la Municipalità 1 ha consegnato all’artista una targa celebrativa per il trionfo al Festival di Sanremo. La celebrazione istituzionale più solenne è invece prevista per l’11 marzo alle ore 11, quando nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi conferirà a Sal Da Vinci la Medaglia della Città di Napoli.
La festa alla Torretta si è conclusa tra applausi, musica e il taglio di una torta celebrativa, mentre la folla iniziava lentamente a diradarsi dopo aver salutato il cantante che, appena rientrato dal successo nazionale, ha scelto di condividere il traguardo con il quartiere dove è cresciuto.










