Si chiama Rendez-moi, non ne abbiamo più sentito parlare dall’inizio degli anni Duemila ed è più nota con il nome italiano “truffa del resto”.
Antica ma efficace, molto in voga soprattutto a Roma e a Milano: funziona in pochi minuti e punta tutto sulla leva della confusione. Trova il suo ambiente ideale nei negozi, alla cassa. Un acquisto di poco valore, una banconota di grosso taglio, poi una sequenza di richieste: “Cambiami”, “ridammi”, “te ne do un’altra”, che interrompono il conteggio e spingono l’esercente a riprendere e riconsegnare denaro più volte, fino a perdere il filo.
Il risultato, spesso, si scopre soltanto a fine turno. C’è un ammanco in cassa, la merce consegnata e la sensazione di essere stati ipnotizzati da un gioco di mani e chiacchiere. A rendere particolarmente insidiosa questa truffa è la sua apparente semplicità. Non servono minacce o violenze psicologiche: basta semplicemente scegliere l’orario giusto, che solitamente è quando c’è più fila, fretta o distrazione, e trasformare una richiesta di cambio banconote in un piccolo labirinto.
Il tentato colpo in un bar a Poggioreale
Truffe come il Rendez-moi nel Napoletano sono rare ma, mercoledì 4 maggio, il titolare di un bar a Poggioreale ci è quasi cascato. Nei guai per questo sono finiti due cittadini romeni, un uomo e una donna di 41 e 58 anni, ma anche un ragazzino di 14. Sono entrati nell’attività commerciale ed hanno chiesto al negoziante di cambiare 300 euro in banconote da 10. Tra un conteggio e l’altro, erano riusciti a sfilare più soldi di quanto consegnato. La vittima se n’è resa conto ed ha allertato i carabinieri.
Rintracciati a poca distanza dal locale, i due sono stati denunciati per tentata truffa e tentato furto in concorso.










