La Corte d’Assise d’Appello di Ancona ha confermato la condanna all’ergastolo per Franco Panariello, 57 anni, originario di Torre del Greco, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie Concetta Marruocco, 53 anni.
La decisione riguarda il femminicidio avvenuto nella notte del 24 ottobre 2023 a Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona. I giudici hanno ribadito quanto già stabilito nel processo di primo grado, confermando la responsabilità dell’imputato per omicidio volontario pluriaggravato.
Nel dispositivo sono state riconosciute diverse aggravanti, tra cui il vincolo di parentela, la minorata difesa, l’uso dell’arma e la violazione del divieto di avvicinamento disposto nei confronti dell’uomo.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, la notte dell’omicidio Panariello riuscì a entrare nell’abitazione della moglie utilizzando una copia delle chiavi che aveva conservato nonostante le restrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.
Una volta all’interno dell’appartamento, raggiunse la donna nella camera da letto e la colpì con un coltello, provocandone la morte. L’episodio si inserisce in un contesto di tensioni familiari e violenze domestiche che erano già state segnalate e portate all’attenzione della magistratura.
All’epoca dei fatti l’uomo era infatti sottoposto al braccialetto elettronico nell’ambito di un procedimento per maltrattamenti nei confronti della moglie. Durante il processo è emerso che il dispositivo non segnalò l’ingresso dell’uomo nell’abitazione della vittima.
Nel processo d’Appello, la difesa di Franco Panariello, rappresentata dall’avvocato Matteo Bettin, ha sostenuto la tesi della presunta incapacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del delitto.
Per questo motivo era stata presentata una richiesta di perizia psichiatrica. La Corte d’Assise d’Appello, presieduta dalla giudice Giuliana Basilli, ha però respinto l’istanza, ritenendo sufficienti gli elementi già acquisiti nel corso del procedimento giudiziario.
Durante l’udienza erano presenti anche i familiari di Concetta Marruocco. I figli e la sorella della vittima si sono costituiti parte civile nel processo e sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Villa e Andrea Nobili.
Panariello ha seguito l’udienza dopo essere stato tradotto dal carcere di Montacuto, ad Ancona, dove si trova detenuto dal giorno dell’omicidio.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Solo dopo la pubblicazione degli atti la difesa potrà decidere se presentare ricorso in Cassazione, ultimo grado di giudizio previsto dall’ordinamento.
Nel frattempo la Corte ha confermato la pena dell’ergastolo, la più severa prevista dal sistema penale italiano, per un femminicidio che ha segnato profondamente la comunità di Cerreto d’Esi e riacceso il dibattito sull’efficacia delle misure di protezione per le vittime di violenza domestica.










