Un agguato mortale in pieno giorno ha scosso la mattinata a Marano di Napoli, dove Castrese Palumbo, 80 anni, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre si trovava nella sua auto. L’uomo è stato trovato senza vita sul lato guida di una Toyota Yaris, colpito da diversi proiettili, alcuni dei quali alla testa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia locale, che hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato e individuare i responsabili.
L’agguato tra via Svizzera e corso Europa
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, ancora in fase di verifica, l’azione di fuoco si sarebbe consumata tra via Svizzera e corso Europa, nel centro cittadino. In quell’area, a pochi passi da una delle principali arterie di traffico, un commando si sarebbe avvicinato all’auto della vittima aprendo il fuoco.
Alcune fonti investigative riferiscono che almeno due sicari, probabilmente a bordo di una moto e con il volto coperto da caschi integrali, avrebbero esploso una raffica di colpi contro il veicolo, colpendo Palumbo con precisione. L’uomo è stato raggiunto da diversi proiettili, almeno sei dei quali alla testa, e per lui non c’è stato alcuno scampo.
L’agguato ha generato momenti di terrore tra i residenti e gli automobilisti presenti in zona, mentre il traffico cittadino è andato in tilt durante le operazioni delle forze dell’ordine.
I rilievi dei carabinieri e i dodici bossoli sequestrati
Sul luogo della sparatoria i militari dell’Arma hanno avviato immediatamente i rilievi tecnici e balistici. In strada sono stati rinvenuti e sequestrati dodici bossoli calibro 9, elementi ora al centro degli accertamenti della scientifica.
L’area è stata isolata e transennata per consentire le operazioni investigative, mentre i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e verificando la presenza di telecamere di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso fasi utili dell’agguato o la fuga dei killer.
Al momento non risultano altre persone ferite o coinvolte nell’azione di fuoco.
Chi era Castrese Palumbo
La vittima, Castrese Palumbo, nato a Marano il 30 ottobre 1946, era già noto alle forze dell’ordine e nel corso degli anni era stato più volte coinvolto in vicende giudiziarie. Negli ambienti criminali era conosciuto con il soprannome di “’o Svitapierno”.
Gli investigatori lo hanno a lungo indicato come persona vicina al clan Nuvoletta, storica organizzazione camorristica radicata nell’area a nord di Napoli. In passato era stato pregiudicato per reati legati al traffico di stupefacenti e all’associazione mafiosa, oltre che per ricettazione, detenzione illegale di armi e spendita di banconote false.
La sua storia giudiziaria è stata lunga e complessa. Nel 2003 il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo condannò a 13 anni di reclusione, mentre già nel 1984 era stato raggiunto da diverse ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di indagini su reati associativi.
I beni sequestrati e le indagini patrimoniali
Nel corso degli anni le autorità hanno condotto numerose indagini patrimoniali nei confronti di Palumbo. Nel gennaio 2009 la Direzione Investigativa Antimafia dispose il sequestro di diversi beni a lui riconducibili.
Tra questi figuravano un terreno in via San Tommaso a Marano sul quale erano stati costruiti tre lussuosi appartamenti dotati di sistemi di videosorveglianza e due tavernette, oltre a sei appezzamenti di terreno nella stessa area.
Sempre nella stessa zona fu sequestrato anche un immobile abusivo composto da sei unità abitative, mentre altri beni includevano quote di immobili a Posillipo, in via Ferdinando Russo, con viali urbani, una grotta soppalcata e un’area terrazzata.
I drammi familiari
La vicenda personale di Palumbo è stata segnata anche da tragedie familiari. Suo figlio Giuseppe Palumbo morì suicida nel 2010 nel carcere fiorentino di Sollicciano, dove era detenuto.
L’anziano era inoltre nonno di Aurelio Taglialatela, condannato a 17 anni e 4 mesi di reclusione per l’omicidio volontario di Corrado Finale, il giovane di 20 anni travolto e ucciso con un’auto il 15 settembre 2024 al termine di una lite.
Le indagini sull’omicidio
Gli investigatori non escludono alcuna pista sul movente dell’omicidio. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella legata agli equilibri della criminalità organizzata nell’area di Marano, territorio storicamente segnato dalla presenza di clan camorristici.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Marano proseguono con l’analisi dei rilievi balistici, l’acquisizione delle immagini delle telecamere e l’ascolto dei testimoni, nel tentativo di ricostruire con precisione la dinamica dell’agguato e identificare il commando responsabile dell’azione di fuoco.










