Il panorama del crime e del noir italiano celebra il consolidarsi di una delle sue voci più rilevanti. Giovanni Taranto, scrittore e giornalista di Torre Annunziata con un poderoso curriculum nella cronaca nera e investigativa, ha siglato una nuova eccezionale “tripletta” letteraria: tre anni, tre racconti e tre premi nazionali per il suo commissario Palumbo.

Il nuovo successo è legato alla nuova indagine del poliziotto della “omicidi” napoletana: “La maledizione del capitone”.

L’importante riconoscimento è arrivato il 6 marzo 2026. La cerimonia presso la prestigiosa sede dei Musei di Mineralogia e Zoologia dell’Università Federico II. In occasione del “Festival degli Animali in Giallo” (spin-off del Festival del Giallo Città di Napoli), Taranto si è aggiudicato il primo posto del concorso letterario “Corvo Nero”. Organizzato da Gialli Crime (Anita Curci Comunicazioni) e Homo Scrivens di Aldo Putignano. Il premio è dedicato a opere che pongono gli animali al centro della trama thriller.

L’opera vincitrice, “La maledizione del capitone”, è stata lodata per la sua trama avvincente e misteriosa. Ambientata nel Vesuviano di metà anni Settanta, la storia narra di un rito natalizio spietato: la sfida di Salvatore Vuolo, detto ’o brillocco per la sua ricchezza accumulata con l’usura, nel catturare a mani nude il capitone più grande della pescheria locale. La morte di Vuolo, avvenuta durante l’ordalia la notte del 23 dicembre davanti a una folla sbalordita, viene archiviata come attacco cardiaco, ma non convince il Commissario Palumbo. Il poliziotto, indagando tra riferimenti alla tradizione e simbologie popolari, scava nelle vite di una moglie gelosa, di un’amante inasprita, di un medico connivente, di pescivendoli indebitati e di un giovane studente di biologia.

Alla cerimonia era presente anche Maurizio de Giovanni, intervenuto per presentare la trasposizione a fumetti dei suoi “Bastardi” edita da Bonelli: anche lui incuriosito dal “giallo del capitone”.

Il successo del “Corvo Nero” corona un percorso iniziato con altri due trionfi del Commissario Palumbo: il Premio nazionale Gialli.it 2025: vinto con il racconto “La vendetta è un piatto che va consumato freddo”. Ambientato nel Vesuviano, il caso riguarda l’apparente suicidio di un imprenditore legato alla malavita, rivelatosi poi un omicidio dai moventi misteriosi e stratificati; il Concorso Gialli.it/Gialli Mondadori: vinto l’anno precedente con “Il piano perfetto”, incentrato sull’omicidio di un’avvenente usuraia legata a un boss emergente.

Proprio per l’alto gradimento riscontrato, è già stata ipotizzata una trasposizione cinematografica o televisiva delle indagini di Palumbo ambientata nella terra oplontina. Lo stesso Taranto ha espresso l’auspicio che i suoi personaggi possano presto passare “dal romanzo al set“. Nel frattempo, le indagini di Palumbo legate all’ordalia del capitone verranno pubblicate nei prossimi mesi da Homo Scrivens.

Parallelamente ai successi dei racconti su Palumbo, l’attività letteraria di Taranto prosegue con vigore attraverso la serie dedicata al Capitano Mariani (Avagliano Editore), iniziata nel 2021 con “La fiamma spezzata” (il cui “strillo” fu firmato proprio da Maurizio de Giovanni) e proseguita poi con “Requiem sull’ottava nota” e “Mala fede” (con lancio firmato da Carlo Lucarelli). L’autore è attualmente impegnato in un tour di presentazioni in tutta Italia per promuovere l’ultima indagine, intitolata “La chianca“. Imperniata sul traffico di carne umana e lo sfruttamento delle donne, l’opera è impreziosita sulla quarta di copertina dal lancio di Cecilia Scerbanenco: “Un coro da tragedia greca nelle strade di Napoli e del Vesuviano. Il capitano Mariani si cala in un inferno, la tratta delle donne, fatto della miseria delle vittime irretite e di quella degli uomini che soccombono a pulsioni bestiali e crudeli”.

La serie di Mariani ha già ottenuto il premio nazionale come miglior giallo e quello per la “Miglior serie italiana di romanzi crime”. La risonanza di queste opere ha varcato i confini nazionali: sono state oggetto di tavoli tecnici in Senato e fanno parte di progetti di lettura nell’istituto penale minorile di Nisida. Inoltre sono presenti nelle biblioteche universitarie di Harvard e Princeton e hanno ricevuto il plauso dall’ONU a New York.

Mentre si attende la stesura del quinto romanzo dedicato al Capitano Mariani — i cui dettagli restano “top secret” pur promettendo di affrontare piaghe profonde della società italiana — i lettori fantasticano su un possibile incontro tra Mariani e Palumbo.

Ogni nuovo caso è il pezzo di un mosaico più ampio sull’Italia di ieri e di oggi. Giovanni Taranto continua così a utilizzare la letteratura come potente veicolo di esplorazione dei temi della legalità, confermandosi un maestro della tensione narrativa.

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