Il Napoli sta lottando in questa stagione per tornare – nella prossima – tra le squadre che parteciperanno alla Champions League. L’edizione di quest’annata ha rappresentato una grossa delusione per i partenopei, eliminati durante la League Phase nonostante aspettative quantomeno di playoff. Attualmente, la competizione è arrivata agli ottavi di finale e, secondo le quote champions league, soprattutto le squadre inglesi sono le favorite per arrivare fino in fondo.
Tornando al rapporto tra il Napoli e questa competizione, invece, ecco quali sono i migliori marcatori della storia del club nella Champions League.
6) Marek Hamšík — 6 gol
Si parte da Marek Hamšík, che nella classifica storica UEFA del Napoli occupa la sesta posizione con 6 reti. È un dato che racconta bene la sua importanza: non era un centravanti puro, eppure è riuscito a lasciare un’impronta concreta anche nella coppa più dura, segnando da centrocampista offensivo e da leader tecnico. Nella storia europea recente del Napoli, Hamšík è stato il ponte tra il primo rilancio internazionale del club e la squadra diventata stabilmente competitiva anche nella fase a gironi.
Il suo peso non si misura solo nei gol. UEFA lo colloca anche tra i giocatori con più presenze del Napoli nella competizione, a conferma del fatto che il suo contributo non fu episodico ma strutturale. In pratica, Hamšík è stato una delle grandi certezze del Napoli continentale: meno appariscente di altri bomber, ma centrale per continuità, personalità e capacità di incidere nelle serate che contano.
3) Piotr Zieliński — 7 gol
A quota 7 c’è Piotr Zieliński, uno dei tre giocatori appaiati al terzo posto. Anche nel suo caso il dato colpisce perché non stiamo parlando di una prima punta, ma di un centrocampista offensivo capace di accompagnare l’azione, rifinire e arrivare alla conclusione con tempi eccellenti. UEFA lo inserisce sia tra i migliori marcatori storici del Napoli nella competizione sia, soprattutto, al primo posto assoluto per presenze del club, con 43 apparizioni. Questo rende i suoi 7 gol ancora più significativi: sono la firma di un giocatore che ha vissuto la Champions da protagonista tecnico e da riferimento di lunga durata.
Zieliński rappresenta bene il Napoli più moderno, quello che non dipende solo dal centravanti ma distribuisce responsabilità offensive tra più uomini. I suoi numeri europei dicono proprio questo: continuità, qualità e capacità di lasciare un segno in una competizione dove i centrocampisti di inserimento fanno spesso la differenza tra una buona squadra e una squadra davvero credibile.
3) Arkadiusz Milik — 7 gol
Sempre a 7 troviamo Arkadiusz Milik. La sua storia europea con il Napoli è particolare, perché è stata condizionata da infortuni pesanti e da una continuità non sempre semplice da mantenere. Eppure, nonostante questo, il polacco è riuscito a raggiungere una cifra importante nella classifica storica del club. Restare sul podio allargato dei marcatori azzurri in Champions significa aver trasformato le occasioni avute in un bottino molto concreto.
Milik, a differenza di altri compagni presenti in questa graduatoria, incarnava il profilo del finalizzatore classico: attaccante d’area, mancino, forte nel gioco aereo e nel tiro diretto. I suoi 7 gol raccontano un percorso forse meno celebrato rispetto a quello di altri nomi più iconici, ma tutt’altro che secondario. Nelle campagne europee del Napoli, Milik ha saputo dare peso specifico al reparto offensivo e ritagliarsi un posto stabile nella memoria statistica del club.
3) Victor Osimhen — 7 gol
Il terzo nome a quota 7 è Victor Osimhen. Il suo dato va letto insieme al contesto delle ultime grandi notti europee del Napoli: la stagione 2022/23 si è chiusa con il raggiungimento dei quarti di finale, il miglior risultato del club nell’era Champions, e Osimhen ne è stato uno dei simboli più evidenti. UEFA lo colloca già tra i migliori marcatori storici del Napoli nella competizione, a conferma dell’impatto avuto in un arco di tempo relativamente breve.
La cosa impressionante, nel suo caso, è il rapporto tra gol segnati e percezione lasciata sul campo. Osimhen ha dato al Napoli una dimensione fisica, verticale e internazionale molto riconoscibile: attacco della profondità, aggressione dei difensori, capacità di trasformare ogni pallone sporco in un’occasione. I 7 gol non esauriscono il suo peso, ma lo certificano. In pochi anni è entrato nella zona alta della classifica e ha lasciato l’idea di un centravanti costruito per il calcio europeo ad altissima intensità.
2) Lorenzo Insigne — 12 gol
Al secondo posto c’è Lorenzo Insigne con 12 reti. Qui il salto numerico è netto: dal gruppo dei 7 gol si passa a una quota che segnala una vera specializzazione europea. Insigne non è stato solo un simbolo identitario del Napoli, ma anche uno dei suoi interpreti più raffinati in Champions. Ala sinistra, rifinitore, tiratore da fuori, specialista nell’uno contro uno e nel rientrare sul destro: il suo repertorio si è tradotto in una produzione offensiva di altissimo livello per il club.
UEFA lo inserisce anche tra i giocatori con più presenze del Napoli nella competizione, e questo aiuta a capire la sua importanza nelle campagne europee degli azzurri. Insigne è stato il volto del Napoli internazionale per molti anni: capitano, leader emotivo e tecnico, giocatore capace di accendere la squadra con una giocata ma anche di reggere il peso simbolico delle serate europee al Maradona. I suoi 12 gol lo collocano in una fascia superiore rispetto a quasi tutti gli altri compagni di questa storia.
1) Dries Mertens — 17 gol
In vetta c’è Dries Mertens, primo marcatore del Napoli nella storia della Champions League con 17 gol secondo la classifica UEFA del club. È un primato che ha una logica forte: nessuno, più di lui, ha saputo unire longevità, adattabilità e istinto offensivo. Mertens è partito da esterno offensivo, si è reinventato da falso nove o centravanti mobile, ed è riuscito a restare decisivo anche contro avversari di livello assoluto.
Il suo record non nasce da una singola annata irripetibile, ma dalla somma di più campagne europee giocate sempre ad alto livello. UEFA lo colloca anche tra i primi del Napoli per presenze nella competizione, segnale di quanto sia stato centrale nel ciclo europeo del club. In sostanza, Mertens è stato il bomber europeo più completo e continuo della storia azzurra: meno statico di una punta classica, più imprevedibile di un semplice esterno, letale nel breve e lucidissimo nella scelta della giocata. Per questo il suo primo posto non è solo statistico: è anche profondamente coerente con ciò che ha rappresentato in campo.










