Il piano era perfetto, studiato nei minimi dettagli con la precisione di un’operazione paramilitare.
Ma il vero punto di forza della banda che ha saccheggiato la farmacia dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli non era l’audacia, bensì il tradimento. Un “cavallo di Troia” in divisa: Danilo De Angelis, una guardia giurata infedele che, anziché vigilare sui preziosi farmaci oncologici, forniva le chiavi elettroniche per disattivare gli allarmi e i tempi esatti per l’irruzione.

“Il collega sta mangiando, approfitta adesso“, sussurrava De Angelis ai complici. Messaggi in tempo reale che permettevano ad Alessio Donnarumma e Cristofaro Sacchettino, i vertici dell’organizzazione, di muoversi a colpo sicuro tra le corsie del Policlinico. Un business spietato che, tra il maggio 2024 e l’aprile 2025, ha sottratto al Servizio Sanitario Nazionale medicinali salvavita per un valore astronomico di 3,5 milioni di euro.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli e dal sostituto Maurizio De Marco, ha svelato un quadro inquietante. Non solo per l’efficienza criminale — fatta di auto a noleggio, sopralluoghi tecnici per oscurare le telecamere e utenze “usa e getta” — ma per un dettaglio che ha lasciato sgomenti gli inquirenti: il coinvolgimento di un bambino di appena dodici anni. Il figlio di uno dei capi sarebbe stato portato sul luogo del delitto durante un colpo da quasi 800 mila euro, partecipando a una missione criminale prima ancora di aver raggiunto l’età dell’imputabilità.
Una “holding” della ricettazione con ramificazioni profonde a Catania e Melito di Porto Salvo
La banda non si limitava a rubare: era il cuore di una “holding” della ricettazione con ramificazioni profonde a Catania e Melito di Porto Salvo. I farmaci, beni rarissimi e costosissimi, venivano reimmessi illegalmente sul mercato nazionale. Durante i furti, la foga dei ladri è arrivata a causare danni irreparabili: centinaia di flaconi di chemioterapici sono stati abbandonati a terra, resi inutilizzabili dallo sbalzo termico, privando i pazienti di cure essenziali per un puro calcolo di profitto.
Il castello di carte è crollato all’alba di ieri. I carabinieri della compagnia Vomero, che monitoravano la banda h24 da mesi, hanno eseguito sei arresti e diverse misure cautelari. Per la “talpa” De Angelis e i capi della banda si sono aperte le porte del carcere, mettendo fine a un assedio che per un anno ha svuotato le farmacie ospedaliere napoletane.









