Una giornata di celebrazioni istituzionali ma anche di profonda umanità quella andata in scena al Maschio Angioino, dove Sal Da Vinci ha ricevuto dalle mani del sindaco Gaetano Manfredi la Targa con la Medaglia della Città e la menzione speciale “Napoli Città della Musica”.
Il riconoscimento rappresenta il massimo tributo civico per chi, attraverso la propria arte, riesce a portare la cultura napoletana nel mondo. A fare da sfondo alla cerimonia è stato il trionfo dell’artista al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Per sempre sì”, un successo che, nelle parole delle istituzioni, dimostra come la musica napoletana sappia rinnovarsi restando fedele alle proprie radici.
“È tutto così sorprendente, fantastico”, ha commentato un visibilmente emozionato Sal Da Vinci, salutando i fan radunati all’esterno del castello con cartelli e messaggi di affetto.
Il sindaco Manfredi ha sottolineato il valore simbolico del traguardo raggiunto dall’artista, ricordando come Napoli sia “una capitale della musica da sempre”, capace di esprimere una forza creativa inarrestabile.
Durante la cerimonia non sono mancati riferimenti alle polemiche degli ultimi giorni, legate alla presunta telefonata della premier Giorgia Meloni per utilizzare il brano “Per sempre sì” come inno della campagna referendaria sulla giustizia.
È stato lo stesso cantante a chiarire la vicenda: “Parole che volano sul web e diventano gigantesche”, ha spiegato Sal Da Vinci. La telefonata con la presidente del Consiglio, ha precisato, è durata “appena trenta secondi” ed è stata solo per complimentarsi della vittoria a Sanremo.
“Non mi ha chiesto nulla, aveva cose più importanti di cui occuparsi. Se poi qualcuno vorrà usare il brano per degli spot, dovrà rivolgersi alla casa discografica; la musica, una volta scritta, diventa di tutti”.
Anche il sindaco Manfredi ha invitato a smorzare le polemiche, sottolineando la necessità di separare l’arte dalle interpretazioni politiche:
“Bisogna separare le canzoni dalle interpretazioni politiche che lasciano il tempo che trovano”.
Il momento di maggiore commozione è arrivato quando l’artista ha raccontato di aver parlato poco prima della cerimonia con Patrizia, la madre del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore.
Sal Da Vinci aveva già deciso, nei giorni scorsi, di posticipare i festeggiamenti per la vittoria di Sanremo proprio per rispetto del lutto della famiglia, celebrando poi il successo in una data diversa.
“Ho chiesto loro umilmente di provare a svuotare la rabbia per sostenere gli altri due figli. Domenico non è solo il figlio di Patrizia, è il figlio di tutti noi, di tutti i genitori del mondo. Se hanno bisogno di una parola di conforto, io ci sono”.
La cerimonia al Maschio Angioino si è conclusa con la consegna di riconoscimenti istituzionali anche agli altri artisti napoletani presenti al Festival di Sanremo, oltre che a direttori d’orchestra e professionisti che hanno contribuito al successo della presenza partenopea alla kermesse.
Tra musica, polemiche e solidarietà, Napoli ha celebrato non solo il trionfo di un cantante, ma anche la figura di un artista capace di interpretare i sentimenti della città, in un equilibrio tra orgoglio per i successi e partecipazione al dolore della comunità.
Maria Luigia Castellano










