Il mondo dello spettacolo italiano piange la scomparsa di Enrica Bonaccorti, morta a Roma all’età di 76 anni. La notizia, confermata dal Tg5, arriva dopo una lunga e dignitosa battaglia contro un tumore al pancreas non operabile, diagnosticato tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
La conduttrice aveva scelto di condividere col pubblico il suo percorso di cura, sensibilizzando i cittadini sull’importanza della prevenzione. L’infettivologo Matteo Bassetti l’ha ricordata sottolineando quanto questa patologia sia aggressiva, definendola una male “subdolo e bastardo” che spesso non lascia scampo.
Dalla “Lontananza” di Modugno al grande schermo
Prima di diventare il volto rassicurante della televisione, Enrica Bonaccorti ha vissuto una stagione straordinaria come attrice e autrice. Nata a Savona il 18 novembre 1949, si formò nel teatro sperimentale e nella compagnia di Domenico Modugno. Proprio con lui nacque un sodalizio artistico che la portò a scrivere testi di capolavori della musica italiana come La lontananza e Amara terra mia.
Negli anni Settanta ha attraversato il cinema con versatilità, recitando per registi come Lina Wertmüller e partecipando a celebri sceneggiati Rai, come L’amaro caso della baronessa di Carini.
La regina del mezzogiorno e il fenomeno Non è la Rai
La consacrazione popolare arrivò negli anni Ottanta, quando la Bonaccorti divenne la padrona di casa della Rai. Con il programma Pronto, chi gioca? raccolse l’eredità di Raffaella Carrà, trasformando il quiz del mezzogiorno in un successo senza precedenti che le valse il Telegatto e l’Oscar TV. Nel 1991 fu lei a inaugurare la diretta tv delle reti Fininvest con la prima edizione di Non è la Rai.
Una carriera tra coraggio e controversie
La carriera di Enrica Bonaccorti è stata segnata da gesti di grande autonomia professionale e personale. Come dimenticare quando nel 1986 annunciò in diretta di essere incita davanti a milioni di spettatori, subendo dure critiche dai vertici Rai (la gravidanza si interruppe a causa di un aborto spontaneo).
Oppure quando a Non è la Rai interruppe un gioco telefonico in diretta, smascherando un presunto imbroglio di una concorrente che aveva dato la risposta corretta prima ancora di leggere la domanda. Nel 1982 infine, posò nuda per Playboy, rivendicando il gesto come una scelta di autodeterminazione.
Il ricordo del manager Andrea Quattrini
Negli ultimi anni, nonostante i problemi di salute, tra cui anche un’operazione a cuore aperto con 4 bypass nel 2023, Enrica Bonaccorti si era dedicata alla narrativa e al ruolo di opinionista. Il suo manager Andrea Quattrini l’ha ricordata come un esempio di eleganza in un’epoca di urlatori: “Le dicevo sempre che avrebbe dovuto fondare il partito del buonsenso“. Con lei se ne va una grande professionista colta, capace di passare dalla prosa radiofonica di Chiamate Roma 3131 ai reportage dal Ruanda.










