Dagli atti dell’inchiesta emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa tra il 27 e il 28 maggio 2025 ad Afragola, nel Napoletano. La Procura avrebbe contestato anche l’aggravante della crudeltà nei confronti dell’ex fidanzato Alessio Tucci.
A renderlo noto è l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia della ragazza, che in una nota diffusa nelle ultime ore spiega come l’analisi dettagliata degli atti processuali – ricevuti solo dopo la fissazione dell’udienza preliminare – evidenzi una formulazione dell’imputazione più grave rispetto a quanto inizialmente emerso.
Secondo quanto riferito dal penalista, la lettura del capo d’accusa mostrerebbe come il Pubblico ministero abbia descritto una condotta che andrebbe oltre un gesto d’impeto o legato a ragioni futili.
Nel passaggio centrale dell’imputazione si legge infatti che l’indagato avrebbe colpito la vittima prima alle spalle e poi nuovamente quando era già accasciata al suolo, esercitando inoltre pressione manuale sul volto e sulla cavità orale durante l’aggressione.
Per l’avvocato Pisani si tratta di una descrizione che «va ben oltre la dinamica minima necessaria per provocare la morte». Una sequenza di azioni che, secondo il legale, dimostrerebbe «una ferocia gratuita e una sofferenza inflitta ulteriore rispetto a quella sufficiente a uccidere».
Nel capo di imputazione compare anche un elemento tecnico che, secondo la difesa della famiglia della vittima, rafforzerebbe la contestazione dell’aggravante.
L’avvocato richiama infatti la presenza dell’espressione “ed ancora”, che – a suo dire – segnerebbe il passaggio dalla contestazione dei futili motivi alla descrizione di una condotta intrinsecamente crudele, elemento che configurerebbe l’aggravante della crudeltà prevista dal codice penale.
Si tratta di un dettaglio rilevante nel percorso processuale. La presenza dell’aggravante della crudeltà rafforza infatti il quadro accusatorio e potrebbe incidere sulla valutazione della responsabilità e sulla severità della pena in caso di condanna.
Il caso dell’omicidio della giovane Martina Carbonaro, avvenuto tra Napoli e provincia, aveva profondamente scosso l’opinione pubblica campana. Ora l’attenzione si sposta sull’udienza preliminare, dove il contenuto degli atti e la qualificazione giuridica del fatto saranno al centro del confronto tra accusa e difesa.










