Nei mesi scorsi l’Associazione Panuozzo di Gragnano ha avviato un’azione formale per proteggere il marchio collettivo “Panuozzo di Gragnano”, raggiungendo un accordo con l’azienda che lo utilizzava in maniera impropria. Gragnano, cittadina della provincia di Napoli, è nota per la sua cultura alimentare, e la vicenda riguarda uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione locale.
Il Panuozzo: simbolo del territorio
Il panuozzo è diventato col tempo un marchio identitario del territorio, preparato con l’impasto della pizza, cotto nel forno a legna e condito dopo la cottura. Per usare il nome “Panuozzo di Gragnano” bisogna seguire regole precise raccolte in un disciplinare che ne definisce le caratteristiche, il metodo di preparazione e le condizioni per l’uso della denominazione.
L’associazione ha registrato il marchio collettivo per proteggere l’autenticità del prodotto e il suo legame con il territorio.
Contenzioso e accordo pacifico
Negli ultimi mesi l’associazione ha segnalato l’uso improprio del nome “Gragnano” da parte di un imprenditore per alcuni prodotti alimentari. Per tutelare il marchio, è stata avviata un’azione legale. Dopo un confronto tra le parti, è stato raggiunto un accordo che ha permesso di chiudere la questione senza ulteriori procedimenti. L’azienda si impegna a non usare più riferimenti a Gragnano nei prodotti, nel packaging e nella comunicazione, introducendo nuove denominazioni e confezioni che richiamano il marchio collettivo tutelato.
Protezione delle eccellenze locali
Il presidente dell’associazione, Ciro Minopoli, ha spiegato: “La nostra azione non nasce con intenti polemici, ma dalla volontà di difendere la storia, la qualità e l’identità del vero Panuozzo di Gragnano”, ha continuato dicendo: “Proteggere il nome e il legame con il territorio significa tutelare il lavoro dei produttori che rispettano la tradizione e il disciplinare”. L’associazione continuerà a sorvegliare sull’uso del marchio, evitando impieghi impropri e garantendo che il nome resti associato alle sue origini. Difendere i prodotti tipici significa non solo proteggerli come specialità gastronomiche, ma anche riconoscerli come patrimonio culturale ed economico dei territori di origine. In questo caso, al centro c’è uno dei simboli più amati dello street food campano.
Lucia Pia Mandara










