Finisce 1-1 tra Savoia e Gelbison in una gara tesa e avara di emozioni

Le reti entrambe nella ripresa. In vantaggio i cilentani con Liurni, la riprende il Savoia con Frasson. Turno favorevole all’Athletic Palermo che regola il Paternò 2-0 e consolida la vetta della classifica

L’aria all’interno dello stadio è densa, quasi solida. Non è il silenzio della paura, ma quello della concentrazione estrema per gli atleti che sentono, oltre il tunnel di cemento, le voci che si fondono in un ruggito assordante una colonna sonora che vibra attraverso le suole delle scarpe. L’ingresso in campo è un’esplosione di luce e colore, il verde del prato appare quasi irreale e l’adrenalina scorre a fiumi.

È il giorno di Savoia-Gelbison, la prima delle otto finali che attendono i bianchi di Torre Annunziata e le dirette concorrenti alla vittoria finale.

L’Athletic Palermo ospita il derelitto Paternò in un turno privo di insidie, la Nuova Igea, recentemente penalizzata di ben 5 punti affronta la Reggina nel big match di giornata, mentre la Nissa è attesa sul prato in erba naturale del Franco Scoglio di Messina.

I rossoblù cilentani sono una squadra ostica per vari motivi. In primo luogo, vivono uno stato di forma eccellente con 4 vittorie nelle ultime 5 gare, avendo lasciato per strada solo un pareggio, nell’ultima gara interna contro i calabresi della Vigor Lamezia.

In secondo luogo, hanno un ruolino di marcia esterno davvero impressionante fatto da ben 6 vittorie, 5 pareggi e solo 2 sconfitte con 16 reti fatte e 9 al passivo e rappresentano quindi uno scoglio davvero ostico per i torresi che devono assolutamente vincere per non perdere terreno nei confronti dell’Athletic Palermo.

La Gelbison è priva per squalifica del mister Agovino e del fantasista Kosovan e si schiera in campo con un 4-3-3 atipico dove gli esterni Coscia e Liurni faranno densità a centrocampo in fase di non possesso mentre attaccheranno alle spalle i dirimpettai, mostrando grande tempismo e intelligenza tattica.

Il Savoia recupera Ledesma a tempo pieno e perde gli acciaccati Forte e Nussbaumer, solo tribuna per quest’ultimo. Frasson si accomoda sulla destra della difesa, Cadili a sinistra del comandante Checa e Schiavi e Fiasco si sistemano sulle corsie. Favetta regge l’attacco, coadiuvato da Guida e Umbaca. In Panchina el loco Munoz.

Pronti via, il Savoia va subito in difficoltà, perché gli avversari si sistemano compattamente in appena 20 metri a ridosso della linea mediana e fanno grande densità in mezzo al campo, impedendo ai bianchi il consueto fraseggio.

Così facendo concedono certamente la profondità agli avversari ma i torresi non saranno mai capaci si approfittarne. Per tutto il primo tempo, svolgeranno un gioco in orizzontale, involuto e stucchevole, che vedrà in Ledesma il re del retropassaggio, a mortificare sistematicamente gli inserimenti dei compagni vanamente in attesa di un passaggio verticale per sfruttare la prateria concessa dallo schieramento rossoblù.

Cadili e Frasson non riusciranno mai a fare partire la manovra in ampiezza preferendo accentrarsi in fase di palleggio, invece di lanciare verso Fiasco e Schiavi in attesa di una imbeccata per andare nello spazio.

Il Savoia è messo male in campo e il risultato è una prestazione sterile in fase offensiva che, con il passare dei minuti, diventa scricchiolante anche in fase difensiva perché il  modulo biancoscudato patisce, e non poco, le ripartenze degli esterni avversari.

Coscia prende sistematicamente Fiasco alle spalle, mentre Schiavi ed Umbaca, dal lato opposto, non vedono mai tortello Liurni, che pur concedendo diversi chili agli avversari li ischerza quasi sistematicamente forte di una gran tecnica e di una migliore sistemazione in campo.

La prima frazione si chiude sul risultato ad occhiali ma è la Gelbison a recriminare per un paio di incursioni di Coscia che, con un bel cambio di gioco lato debole lato forte, viene imbeccato in piena area davanti al portiere ma preferisce la conclusione di potenza ad una “sterzata” che lo avrebbe fatto entrare in rete con il pallone.

Nel secondo tempo ti aspetteresti un cambio di impostazione, o almeno di ritmo, da parte del Savoia che però non arriva, almeno sino al vantaggio dei cilentani.

Minuto 54, solita ripartenza di Liurni che riceve defilato sulla sinistra in sospettissima posizione di offside, si accentra e lascia partire un meraviglioso missile terra aria che si spegne sul secondo palo alle spalle dell’incolpevole Iuliano.

Fatta la frittata, in maniera tardiva, mister Catalano capisce che è il caso di cambiare qualcosa ed inserisce Munoz e Meola al posto di Favetta e del fantasma Ledesma. Cambia anche il ritmo e finalmente la giocata diventa sempre in profondità con palloni lunghi alle spalle della difesa rossoblù, alleluja alleluja.

La partita si trasforma ed i bianchi, che evidentemente hanno sempre bisogno di prendere uno schiaffo per svegliarsi, mettono sotto gli avversari. Schiavi e Meola diventano una spina nel fianco per i vallesi e i palloni al centro fioccano.

Al minuto 70 arriva la rete del pari con Frasson che, si inventa una sterzata in area, portandosi la palla sul sinistro, e lascia partire un tiro a giro che uccella il portiere avversario sul secondo palo.

Il pubblico si infiamma e il Savoia ci crede. La Gelbison, pur tenendo dignitosamente il campo, non è più quella del primo tempo e la partita sembra pendere dalla parte dei padroni di casa che però non ne approfittano anche perché perdono per infortunio Munoz; per lui lussazione alla spalla sinistra dopo una brutta caduta in seguito ad un fallo mentre era lanciato.

Gli ultimi 20 minuti sono un assalto all’arma bianca ma i padroni di casa andranno a sbattere sulla munita ed ordinata retroguardia avversaria ben diretta dal bucaniere Viscomi che, con le buone o le cattive, troneggia in area e spazza via ogni insidia.

I bianchi potrebbero passare al minuto 97 con Vaccaro, ben liberato in area da Guida, ma la conclusione è potente ma scolastica ed i pugni di Corriere sventano la minaccia.

Si finisce con l’ennesimo pari casalingo per i torresi, il quarto in cinque gare, che lancia in vetta l’Athletic Palermo che ha battuto il Paternò tra le mura amiche.

I rosanero hanno il non trascurabile vantaggio di tre punti sul Savoia, anche se nella prossima partita sono attesi da una Nissa in grande spolvero che ha espugnato Messina e si pone al terzo posto proprio ad una lunghezza dai bianchi di Torre Annunziata che nel prossimo turno andranno a Milazzo.

Tutto questo in attesa del recupero della gara tra Nuova Igea Virtus e Reggina che oggi non si è disputata per l’impraticabilità del D’Alcontres Barone di Barcellona Pozzo di Gotto.

Salvatore Curcio

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