Licola, donna trovata carbonizzata nel villino: mozziconi di sigarette e indumenti tra le tracce del rogo

Tragedia, nel primo pomeriggio di sabato 14, in via delle Colmate a Licola: Teresa Tiano, 65 anni, originaria di Bacoli, trovata carbonizzata nel villino. Il marito era in giardino, e ha dato l'allarme. Ipotesi incidente domestico

Il corpo senza vita di Teresa Tiano, 65 anni, originaria di Bacoli, è stato rinvenuto carbonizzato all’interno di un villino in via delle Colmate, nella zona di Licola, nel territorio di Pozzuoli. Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio, quando un incendio divampato all’interno dell’abitazione ha avvolto la stanza da letto della coppia. Dopo aver spento le fiamme, i vigili del fuoco hanno trovato il cadavere della donna sul pavimento, mentre gli investigatori hanno avviato i rilievi per ricostruire con precisione quanto accaduto.

Le tracce nella stanza devastata dal rogo

All’interno della camera da letto annerita dalle fiamme, i soccorritori hanno individuato diversi elementi che potrebbero aiutare a comprendere la dinamica dell’incendio. A terra sono stati rinvenuti oltre cento mozziconi di sigarette, insieme ai segni di una violenta fiammata vicino a una parete.

Nella stanza erano presenti anche diversi indumenti aggrovigliati sul pavimento e sul letto, elementi che potrebbero aver contribuito alla propagazione delle fiamme. Proprio da queste tracce gli investigatori stanno cercando di ricostruire i momenti che hanno preceduto la morte della donna.

L’allarme lanciato dal marito

Il rogo è scoppiato poco prima delle 14, subito dopo il pranzo. In casa si trovava la 65enne, mentre il marito era in giardino. È stato proprio l’uomo, accortosi di quanto stava accadendo, a lanciare l’allarme e chiedere l’intervento dei soccorritori.

Quando i Vigili del Fuoco sono riusciti a entrare nell’abitazione e a domare le fiamme, per Teresa Tiano purtroppo non c’era più nulla da fare.

L’intervento delle forze dell’ordine e i rilievi scientifici

Sul luogo della tragedia sono intervenuti gli agenti del commissariato di Pozzuoli, diretti dal vicequestore Raffaele Esposito, che insieme alla polizia scientifica hanno effettuato i rilievi all’interno del villino per raccogliere elementi utili alle indagini.

Il caso è ora seguito dalla Procura della Repubblica, con le indagini coordinate dal sostituto procuratore Luigi Landolfi.

L’autopsia disposta dalla Procura

Il magistrato ha disposto il sequestro della salma, che nel tardo pomeriggio è stata trasferita presso il centro di medicina legale del II Policlinico di Napoli. Qui sarà eseguita l’autopsia, che dovrà chiarire con esattezza tempi e modalità del decesso della donna.

Gli esami medico-legali serviranno anche a verificare se la morte sia stata provocata direttamente dall’incendio o se vi siano altri elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.

L’interrogatorio del marito

Il marito della vittima è stato accompagnato negli uffici del commissariato, dove è stato ascoltato dagli investigatori per ricostruire i momenti che hanno preceduto il rogo. La coppia viveva da sola nel villino situato a pochi passi dalla Foresta di Cuma.

Secondo quanto emerso, la vita domestica era resa complessa dalle condizioni di salute della donna, affetta da problemi psichici, circostanza che aveva portato alla nomina di un tutore incaricato di assisterla.

Le ipotesi sull’origine dell’incendio

Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella che l’incendio possa essere stato innescato da una o più sigarette rimaste accese a terra. A contatto con gli indumenti presenti nella stanza, le braci avrebbero potuto provocare l’innesco del rogo che si è rapidamente propagato.

Al momento appaiono più remote le ipotesi di un gesto volontario o di un coinvolgimento del marito, che agli investigatori ha riferito di trovarsi in giardino quando sono divampate le fiamme. L’uomo avrebbe sentito dei rumori provenire dall’interno della casa, senza riuscire però a intervenire in tempo per soccorrere la moglie.

I tentativi dei vicini e il dolore della comunità

I primi momenti dell’emergenza sono stati segnati anche dai tentativi dei vicini di casa di prestare aiuto, resi però difficili dalla grande quantità di fumo che impediva l’accesso all’abitazione.

«Abbiamo sentito una puzza di bruciato ma non si capiva da dove provenisse, inizialmente abbiamo pensato che qualcuno stesse bruciando qualcosa – ha raccontato una vicina – poi abbiamo visto il fumo uscire dalla casa di Teresa e a quel punto ci siamo precipitati per capire cosa stesse succedendo. Non siamo riusciti ad entrare. Era una brava donna, non meritava di fare una morte così».

Il cordoglio di familiari e vicini

Nel corso delle operazioni di soccorso e dei rilievi investigativi, un gruppo di vicini e conoscenti si è raccolto davanti all’abitazione per seguire gli sviluppi della tragedia. Tra loro anche la sorella della vittima, arrivata sul posto dopo aver appreso la notizia.

In silenzio hanno atteso che la salma venisse portata via dall’abitazione, mentre vigili del fuoco e poliziotti apponevano i nastri per il sequestro della casa.

Tra i presenti il dolore e lo sgomento erano palpabili. «Non doveva finire così, è una tragedia» hanno ripetuto più volte i vicini e quanti conoscevano Teresa Tiano.

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