Piano Vesuvio, protocollo tra Fondazione Convivenza Vesuvio e Comune di Pompei

Prosegue il percorso istituzionale della Fondazione Convivenza Vesuvio per l’aggiornamento del piano di emergenza legato al Vesuvio e per la tutela del diritto dei cittadini dell’area vesuviana a restare nel proprio territorio anche in caso di eventuali evacuazioni.

Nella giornata odierna è stato firmato un nuovo protocollo d’intesa con il Comune di Pompei, che si aggiunge agli altri enti locali già aderenti al progetto. Con questa nuova firma la Fondazione arriva a rappresentare circa 500.000 cittadini dell’area vesuviana, attraverso i sindaci che hanno scelto di sostenere una visione alternativa all’attuale piano di emergenza, che prevede il trasferimento di centinaia di migliaia di persone verso regioni del Nord Italia in caso di eruzione.

Il presidente della Fondazione, Vincenzo Coronato, ha commentato:
«Oggi abbiamo firmato con il Comune di Pompei il tredicesimo protocollo d’intesa. Ringrazio la sindaca per la disponibilità e la sensibilità dimostrata. Siamo arrivati a rappresentare circa 500.000 cittadini vesuviani attraverso i rispettivi sindaci che hanno espresso la volontà di restare in Campania, nelle aree soggette a spopolamento già individuate dalla Fondazione. È un percorso logico e di buon senso che intendiamo portare avanti fino alle prime esercitazioni operative».

Soddisfazione anche da parte dell’onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’intergruppo parlamentare Sviluppo Sud e promotore della proposta di legge n.1860 per l’aggiornamento del Piano Vesuvio.
«Anche Pompei ha firmato. Un Comune simbolo della storia vesuviana e conosciuto nel mondo entra in questo percorso istituzionale che mira a ripopolare le aree interne della Campania e delle regioni limitrofe in caso di emergenza. È un progetto di grande importanza che coinvolge parlamentari di diversi schieramenti, il Ministero competente, la Protezione Civile, la Regione Campania e numerosi enti tecnici».

L’iniziativa punta a costruire un modello alternativo di gestione dell’emergenza, che consenta – ove possibile – una ricollocazione temporanea dei cittadini in aree del Sud Italia, riducendo l’impatto sociale, economico e culturale di eventuali trasferimenti lontani dal proprio contesto territoriale.

Anche la sindaca di Pompei, Andreina Esposito, ha sottolineato il valore dell’accordo:
«Abbiamo aderito insieme ad altri Comuni vesuviani perché riteniamo fondamentale che, in caso di una eventuale emergenza – che auspichiamo non si verifichi mai – i nostri cittadini possano essere accolti in territori limitrofi o comunque all’interno della nostra regione, così da ridurre al minimo i disagi e garantire una soluzione temporanea che incida il meno possibile sulle loro vite».

La Fondazione Convivenza Vesuvio proseguirà ora il lavoro di coinvolgimento delle amministrazioni locali e degli enti istituzionali con l’obiettivo di arrivare a una revisione concreta del Piano di emergenza Vesuvio, basata su coesione territoriale, tutela delle comunità locali e valorizzazione delle aree interne del Mezzogiorno.

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