A Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, a gennaio 2026 arriva una notizia difficile: il Tar decide di bocciare Antonio (nome di fantasia) e di farlo tornare alla quinta elementare. Antonio ha 11 anni e ha l’autismo. A settembre 2025 aveva iniziato la prima media e si era subito ambientato bene, trovando una scuola accogliente e stimolante.

Uno strappo doloroso

Invece di tornare alla sua vecchia scuola, viene inserito in una classe V dello stesso istituto dove frequentava la prima media. Non solo è costretto a cambiare classe, ma viene tolto al percorso scolastico e sociale a cui si era adattato, mettendo a rischio la sua serenità emotiva e la possibilità di continuare a crescere e imparare. Vittima dei ricorsi scolastici e giudiziari, Antonio resta intrappolato tra due sistemi, l’unico vero “perdente” di una situazione complessa fatta di sentenze e udienze.

L’intervento della madre

La madre, disperata, si è rivolta al Consiglio di Stato. Solo di recente i giudici hanno sospeso l’efficacia della sentenza del Tar, ma ad oggi Antonio resta ancora nella quinta elementare. Secondo la donna, la sottrazione improvvisa delle routine quotidiane, delle attività educative e degli spazi sociali a cui Antonio si era adattato sta facendo male alla sua salute e alla sua crescita. La madre sottolinea come la rimozione di ambienti e attività a cui Antonio si era abituato stia compromettendo la sua crescita cognitiva e personale. “Spero che l’istituto scolastico ottemperi rapidamente a quanto stabilito dal Consiglio di Stato, anche perché si sta pregiudicando l’equilibrio psico-fisico di mio figlio e il suo diritto allo studio”, spiega la madre.

Una bocciatura ingiusta

La donna conclude tra frustrazione e sofferenza, evidenziando l’ingiustizia che grava su un bambino che aveva solo bisogno di stabilità e serenità per crescere. “Antonio ha completato con successo il percorso delle elementari e, nel primo quadrimestre della prima media, ha ottenuto la media del 7. La sua bocciatura, con retrocessione alle elementari, non è stata nemmeno valutata dal consiglio di classe: è illegittima e ingiusta. Mio figlio deve tornare subito nella sua classe, in prima media”.

Lucia Pia Mandara

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