Emergono nuovi elementi nel caso della morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto nel 2024 dopo un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli. Al centro degli ultimi sviluppi ci sono due medici: Guido Oppido, primario e cardiochirurgo, ed Emma Bergonzoni, seconda operatrice in sala. La Procura di Napoli ha chiesto per entrambi la sospensione dal lavoro e ha aggiunto l’accusa di falso in atto pubblico, oltre a quella già esistente di omicidio colposo.
L’ipotesi di modifiche alla cartella clinica
Secondo i magistrati, i due medici avrebbero modificato la cartella clinica del bambino per coprire eventuali ritardi o problemi durante l’intervento. L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. A fine mese è previsto un interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari, momento in cui i medici potranno fornire la loro versione dei fatti.
I dubbi sui tempi dell’operazione
Uno dei punti più delicati riguarda la tempistica del trapianto. Il cuore proveniva da Bolzano e, secondo gli investigatori, ci sarebbero discrepanze tra gli orari reali e quelli riportati nei documenti ufficiali, in particolare sull’arrivo dell’organo a Napoli. Nei trapianti il fattore tempo è cruciale: eventuali ritardi tra il prelievo e l’intervento possono aumentare significativamente i rischi per il paziente.
Nuove indagini e dispositivi sequestrati
Per chiarire i fatti, la Procura ha disposto nuovi accertamenti tecnici. È stato sequestrato il cellulare di un tecnico perfusionista presente in sala operatoria il giorno dell’intervento, il 23 dicembre, alla ricerca di foto o video utili a ricostruire con precisione gli orari. Anche il telefono di un’infermiera, non indagata, è stato preso. La copia dei dati verrà effettuata il 26 marzo.
Il dolore della famiglia e la difesa dei medici
La famiglia del piccolo Domenico continua a chiedere verità su quanto accaduto. Le nuove ipotesi, in particolare quelle legate alla possibile alterazione della cartella clinica, aggravano ancora di più la vicenda. I due medici, difesi dai penalisti Vittorio Manes e Alfredo Sorge (per Oppido) e dal professore Vincenzo Maiello (per Bergonzoni), respingono tutte le accuse e si dichiarano pronti a dimostrare di aver operato correttamente, mentre l’inchiesta prosegue per fare piena luce sulla tragedia.
Lucia Pia Mandara










