Sembravano peluche pronti per essere abbracciati, ma erano esseri viventi stipati in un canile abusivo costruito sul solaio di un palazzo a Villaricca. I carabinieri hanno scoperto e sequestrato una struttura in muratura, completa di gabbie e lampade riscaldanti per neonati, ma totalmente priva di autorizzazioni.
All’interno, i militari hanno trovato 26 barboncini toy, una delle razze più ricercate del momento, costretti a vivere in condizioni igieniche disastrose: ambienti ristretti, promiscui e sommersi da liquami ed escrementi.
Il business dei “Mi piace”: vetrina su TikTok e prezzi record
Il meccanismo era ben oliato e sfruttava la potenza dei social media. Il “titolare” dell’allevamento utilizzava TikTok come una vera e propria vetrina commerciale. Qui pubblicava video accattivanti dei cuccioli, attirando centinaia di potenziali clienti. Il prezzo de cuccioli variava tra i mille e i 1.200 euro. Il canale di vendita, secondo gli investigatori, era interamente basato sul passaparola e sulla vetrina virtuale dei video.
Quello che i clienti non vedevano nei frame dei video era la sofferenza di questi animali, tenuti lontani dagli occhi dei vicini e delle autorità fino al blitz di oggi.
Una “tradizione” di famiglia: dal botox abusivo ai canili lager
C’è un dettaglio che rende la vicenda ancora più clamorosa. L’uomo denunciato a Villaricca è infatti il fratello di una 35enne denunciata lo scorso luglio per aver gestito un centro di chirurgia estetica abusivo.
Entrambi i fratelli condividevano lo stesso modus operandi: pubblicizzare attività illegali e pericolose su TikTok, trasformando i social nel motore di un business sommerso fatto di evasione e mancanza di scrupoli.
Il sequestro e la messa in sicurezza
L’operazione è stata condotta dai carabinieri della stazione di Villaricca con il supporto fondamentale del personale dell’ASL Napoli 2 di Marano. L’allevatore è stato denunciato per maltrattamento di animali e abusivismo edilizio, la struttura è stata sequestrata. E i 26 barboncini sono stati messi in salvo, affidati alle cure del personale veterinario dell’ASL.
Cosa fare se vedi annunci sospetti sui social?
Episodi come questo ricordano l’importanza di non acquistare mai animali da allevatori che non consentono la visita alla struttura o che non forniscono documentazione tracciabile (pedigree, microchip e certificati sanitari).










