Consiglio comunale a Volla, chiesto dalle minoranze sui temi caldi della cittadina alle porte di Napoli, e nulla di fatto. Maggioranza scaltra e opposizione che decide di abbandonare l’aula, dopo la polemica e le accuse all’amministrazione, in maniera frettolosa e abboccando al tranello della maggioranza. Risultato: seduta farsa che non ha risposto alle problematiche proposte all’ordine del giorno e tutti felici, tranne i cittadini vollesi.
Seduta richiesta dalle minoranze, temi caldi all’ordine del giorno
Il 17 marzo 2026 alle ore 16:00 il civico consesso si è riunito, su richiesta di un quinto dei consiglieri, presso la sede municipale di via Aldo Moro. Particolarmente articolato l’elenco dei punti da “discutere”, che delineavano un confronto su temi amministrativi e politici rilevanti per l’Ente. L’ordine del giorno, dopo i passaggi di rito, era così stilato:
• un’interrogazione relativa alle zone attrezzature “F”;
• un’interrogazione sulla disorganizzazione dei diversi settori comunali;
• un focus sugli sviluppi delle linee di indirizzo per la redazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale);
• un’interrogazione riguardante GOLEM, con riferimento ai servizi tributari e alle interdittive antimafia;
• un’ulteriore interrogazione sul bilancio stabilmente riequilibrato.
Questioni amministrative delicate, tra cui l’assetto organizzativo interno, la pianificazione urbanistica e la gestione economico-finanziaria dell’ente, oltre a temi sensibili come quelli legati ai servizi tributari e ai controlli antimafia.
La polemica sull’ordine del giorno: la “furbata”
E proprio alla lettura dell’ordine del giorno partiva la polemica. A fronte di una richiesta di confronto e discussione, il documento di convocazione presentava, ripetutamente, la parola “interrogazione”. Quale il problema individuato dalle opposizioni? Proprio il fatto che l’amministrazione Di Costanzo aveva impostato il pubblico consesso, non su un confronto sui temi richiesti, ma su “interrogazioni” rivolte agli assessori, con risposta da parte degli interrogati che non prevede un confronto costruttivo.
Una “furbata” politica che di per sé, a detta delle opposizioni, avrebbe inficiato lo spirito della richiesta del consiglio comunale, trasformando il tutto in una serie di risposte sullo “stato dell’arte”, sterile e priva di possibilità di confronto, collaborazione e ricerca di strade condivise per la risoluzione delle tematiche all’ordine del giorno.
Abbandono dell’aula e seduta senza confronto
E così la seduta del parlamentino locale, con l’abbandono dell’aula da parte delle forze di opposizione si è trasformata in una sorta di “riunione privata” con comunicazioni tra governo cittadino e rappresentanti della maggioranza, snocciolatasi tra un “faremo, cercheremo e stiamo facendo” e l’assenso dei presenti. Proprio l’inverso di quello che sarebbe dovuto essere lo spirito della seduta richiesta.
C’è sicuramente da dire che i rappresentanti di minoranza hanno abboccato troppo facilmente a quella che è sembrata a tanti un’operazione per non affrontare il confronto, le critiche, le criticità e il merito delle tematiche poste sotto i riflettori. Ma tant’è e i problemi restano ancora lì, spesso fermi in una casa comunale amministrata da chi già aveva mostrato difficoltà nella precedente esperienza amministrativa, continuando sullo stesso binario e nascondendosi dietro le criticità di un Ente, sicuramente sottodimensionato nel personale, ma che sembra arrendersi troppo facilmente ai problemi senza dare risposte concrete ai cittadini vollesi.
Le reazioni politiche: le parole di Giuseppe Annone
“Da cittadino, spero davvero che il teatrino andato in scena ieri in Consiglio Comunale non venga pagato dai cittadini. Sarebbe inaccettabile che i consiglieri percepissero anche il gettone di presenza per una seduta che ha offerto ben poco in termini di serietà e rispetto istituzionale“, ha commentato Giuseppe Annone, presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia.
“Trasparenza zero“, ha poi aggiunto Annone. “Dopo quanto visto e ascoltato nel corso della seduta del 17 marzo, è evidente che l’amministrazione di sinistra preferisce mettere a tacere le voci critiche invece di confrontarsi apertamente.
Proprio per questo – ha concluso l’ex assessore e consigliere comunale – invito l’opposizione a organizzare al più presto un’assemblea pubblica con i cittadini, per spiegare nel dettaglio i punti all’ordine del giorno trattati ieri e aprire un confronto vero, libero e trasparente. I cittadini hanno il diritto di sapere e di partecipare. Il confronto non si può evitare”.
Filippo Raiola










