È stata ufficialmente costituita la Fondazione Domenico Caliendo, dedicata al bambino scomparso a Napoli lo scorso 21 febbraio a seguito di un caso di malasanità. La firma per la nascita dell’ente è stata apposta dalla madre, Patrizia Mercolino, che ricoprirà il ruolo di presidente.
Fanno parte della struttura anche l’avvocato Francesco Petruzzi, nominato vicepresidente, l’avvocato Giovanni Rea come tesoriere e il commercialista Marco Gallinoro, designato revisore unico.
Questa ultima figura, pur non essendo obbligatoria per legge, è stata scelta per garantire la massima trasparenza nella gestione dei fondi raccolti.
La fondazione ha già superato la soglia dei 45mila euro grazie alle donazioni ricevute fino a questo momento. Una cifra destinata ad aumentare con il contributo della comunità e dei cittadini che intendono sostenere l’iniziativa.
Il progetto nasce con l’obiettivo di canalizzare il sostegno ricevuto in azioni concrete e organizzate.
Tra le finalità principali della Fondazione Domenico Caliendo vi è il mantenimento della memoria di Domenico, un impegno sottolineato direttamente dalla madre.
Accanto al ricordo, l’ente si propone di offrire assistenza legale alle famiglie coinvolte in casi analoghi e di promuovere eventi e iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della malasanità.
La fondazione punta inoltre a essere un punto di riferimento per cittadini e istituzioni, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del servizio sanitario.
Tra le attività previste figurano raccolte fondi a sostegno delle strutture sanitarie e per finalità benefiche, oltre all’attivazione di percorsi psicologici destinati a chi ha subito danni da colpa medica o ha perso un familiare a causa di casi di malpractice.
Con la nascita della fondazione, la famiglia Caliendo trasforma una vicenda dolorosa in un progetto concreto. L’iniziativa mira a incidere sulla qualità della sanità, offrire aiuto a chi vive situazioni simili e mantenere vivo il ricordo di Domenico Caliendo come simbolo di giustizia e speranza.










