Un nuovo intervento nella lotta all’inquinamento del fiume Sarno è stato eseguito a Torre Annunziata, dove la Polizia Metropolitana di Napoli, attraverso l’unità speciale emergenza Sarno (USES), ha disposto il sequestro di un opificio industriale nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Il provvedimento ha interessato una struttura produttiva ritenuta priva delle necessarie autorizzazioni ambientali.

Il sequestro dello stabilimento e della linea produttiva

Sotto i sigilli è finito lo stabilimento della Lubox Imballaggi s.r.l., azienda operante nel settore della lavorazione di carta, cartone e imballaggi. Il sequestro ha riguardato un capannone di circa 2.000 metri quadrati, oltre all’intera linea di produzione industriale.

Bloccati anche i macchinari destinati alla lavorazione, al taglio, all’intaglio, all’assemblaggio e all’incollaggio di imballaggi in cartone, con l’obiettivo di interrompere immediatamente l’attività e prevenire ulteriori conseguenze sull’ambiente.

Le violazioni contestate e l’assenza di autorizzazioni

Alla base del provvedimento vi è la contestazione del reato di emissioni in atmosfera in assenza della prescritta Autorizzazione Unica Ambientale (AUA). Gli accertamenti hanno evidenziato come l’autorizzazione fosse stata richiesta ma non concessa, a causa di gravi carenze strutturali.

In particolare, è stata rilevata l’assenza di un sistema adeguato di raccolta e trattamento delle acque di prima pioggia, elemento considerato fondamentale per evitare sversamenti e contaminazioni nel territorio e nel bacino del Sarno.

Le violazioni si inseriscono nel quadro normativo previsto dagli articoli 269 e 279 del Testo unico ambientale, relativi alla gestione delle emissioni.

L’operazione investigativa e il coordinamento della Procura

L’intervento è stato eseguito il 17 marzo dalla squadra USES, su impulso della Procura oplontina, nell’ambito di una più ampia attività di controllo sui siti produttivi del territorio.

Le indagini hanno portato alla luce un’attività ritenuta non conforme alle normative ambientali, facendo scattare il sequestro d’iniziativa per impedire la prosecuzione delle attività e contenere eventuali impatti sull’ecosistema.

Il contesto dei controlli sul bacino del Sarno

L’operazione si inserisce nel più ampio piano di contrasto ai reati ambientali nel bacino del Sarno, considerato tra i corsi d’acqua più compromessi a livello europeo.

Determinante, in questo contesto, il Protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025, che ha rafforzato la collaborazione tra le Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, le Procure Generali presso le Corti d’Appello di Napoli e Salerno, l’ARPAC e le forze di polizia giudiziaria competenti.

L’accordo punta a garantire controlli più rapidi e coordinati, con interventi mirati sui siti produttivi non in regola.

La linea della Procura e il messaggio sul territorio

Nel comunicato firmato dal procuratore Nunzio Fragliasso emerge un indirizzo operativo preciso, orientato a colpire le irregolarità e bloccare le attività sospette.

L’azione investigativa si inserisce in una strategia più ampia di presidio del territorio, finalizzata alla tutela ambientale e al contrasto di fenomeni che da anni incidono sullo stato del fiume Sarno e delle aree circostanti.

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