L’intervento del Governo per contenere il costo dei carburanti, introdotto con il decreto legge n. 33 del 18 marzo 2026, fatica a tradursi in un vantaggio concreto per gli automobilisti italiani.
Nonostante la riduzione delle accise di 20 centesimi sia entrata in vigore il 19 marzo, i primi dati evidenziano un andamento inatteso. Secondo i monitoraggi dell’Unione Nazionale Consumatori, basati sui numeri del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), nelle prime ore si è registrato addirittura un aumento dei prezzi di circa 2 centesimi al litro, sia in autostrada che sulla rete ordinaria.
Solo dalla giornata successiva sono comparsi i primi segnali di riduzione dei prezzi, ma con valori inferiori rispetto a quelli previsti dalla normativa.
Il caso più significativo è quello della Campania, che registra il calo più contenuto. Qui il prezzo della benzina è diminuito di appena 10,3 centesimi al litro, contro i 24,4 centesimi attesi, considerando anche l’effetto dell’IVA sul taglio delle accise.
Questo si traduce, per un pieno da 50 litri, in un risparmio reale di circa 5,15 euro, giudicato inferiore alle aspettative.
La situazione appare disomogenea a livello nazionale, con una marcata frammentazione territoriale. Dopo la Campania, i ribassi più contenuti si registrano nella Provincia autonoma di Bolzano, in Molise e nel Lazio.
Al contrario, alcune regioni si avvicinano maggiormente al taglio teorico previsto dal decreto. Tra queste il Friuli Venezia Giulia, la Toscana e la Sardegna, dove i prezzi sono scesi tra i 17 e i 18 centesimi al litro.
Anche per il gasolio si osserva una dinamica simile. La Campania resta la regione con la riduzione più limitata, pari a -10,2 centesimi, seguita ancora da Molise e Lazio.
La differenza tra il taglio deciso a livello centrale e i prezzi effettivi alla pompa solleva dubbi sulla velocità di aggiornamento dei listini e sulla gestione delle scorte acquistate prima dell’entrata in vigore del provvedimento.
Secondo le associazioni dei consumatori, esiste il rischio che il beneficio della riduzione fiscale venga ridotto dalle dinamiche del mercato internazionale o dalla distribuzione dei margini di profitto lungo la filiera.
Il timore è che l’effetto del taglio delle accise non si traduca pienamente in un vantaggio per l’utente finale.
Il monitoraggio della situazione resterà elevato nei prossimi giorni per verificare se i prezzi dei carburanti subiranno ulteriori ribassi o se il beneficio resterà parziale.
L’attenzione è rivolta anche alle autorità di controllo, chiamate a verificare eventuali anomalie, soprattutto nelle aree dove la diminuzione dei prezzi è stata più limitata.










