Dopo sette giornate di astinenza, la Juve Stabia torna al successo vincendo per 3-1.
Raggiunta la salvezza virtuale a quota 45 punti, ora a sei giornate dal termine si apre una nuova prospettiva. Dopo la sosta la Juve Stabia giocherà a Venezia.

Abate: “Ora possiamo alzare l’asticella, ma restiamo umili”

Il tecnico gialloblù analizza la gara e guarda avanti senza nascondere l’ambizione, ma mantenendo equilibrio: “Abbiamo fatto una partita matura. Dopo il gol subito, abbiamo fatto una grande partita riprendendo il risultato. Portiamo a casa una vittoria importante”.

Abate sottolinea il traguardo raggiunto e rilancia: “Devo fare i complimenti ai miei ragazzi per essere arrivati a 45 punti. Mancano sei giornate, ora ogni energia deve essere rivolta a un sogno. Ora possiamo alzare l’asticella perché la classifica lo dice. Il calendario è complicato. Dobbiamo rimanere umili”.

Il tecnico insiste sull’equilibrio mentale: “Dobbiamo mantenere l’equilibrio senza farci condizionare dal risultato”. Poi il legame con il gruppo: “Sono molto legato ai miei ragazzi: hanno fatto una partita giusta contro una squadra forte con alto monte ingaggi. Noi giochiamo conoscendo i nostri limiti, ma questa partita rappresenta un importante step di crescita. Ora dobbiamo recuperare energie e gli infortunati. Tutti i calciatori hanno assimilato i nostri concetti. Bene i nuovi con Torrasi e Ricciardi.

Sono orgoglioso del mio gruppo. Dobbiamo continuare su questa falsariga. L’obiettivo principale lo abbiamo centrato”.

Lo sguardo si sposta anche sul pubblico del Menti: “Nelle prossime tre partite in casa il Menti deve essere una bolgia”. Infine, tra futuro e classifica: “Per il contratto non voglio parlare ora. I miei pensieri vanno al Venezia. Per i playoff ci vorranno 52 punti”.

Chiusura su alcuni singoli: “Dalle Mura? Giocatore molto importante per noi. Aveva già giocato in B, elemento importante per noi. Sono contento anche di Varnier che sta recuperando man mano dall’infortunio al ginocchio”.

Donadoni: “Sono molto arrabbiato, abbiamo commesso errori decisivi”

Sull’altro fronte, il tecnico dello Spezia non nasconde la delusione: “Per il rigore, forse c’è stato un tocco di braccio di Sernicola. Al di là di quello, poi dovevamo leggere meglio altre situazioni. Nei due gol abbiamo fatto degli errori. Sono molto arrabbiato”.

Secondo Donadoni, la partita poteva prendere un’altra piega: “Sullo 0-1 potevamo gestire meglio. Abbiamo perso un po’ di lucidità e misura, i ragazzi sono comunque rimasti in partita. Il terzo gol subito ci ha tagliato le gambe per riprendere il match”.

Poi il focus sulla lotta salvezza: “Per la salvezza abbiamo il dovere di provarci fino in fondo. Dobbiamo avere più cattiveria per salvarci. Dobbiamo essere compatti e coesi, ora dobbiamo recuperare qualche effettivo”.

Il tecnico glissa sulle questioni personali: “La mia sostituzione? I miei pensieri vanno ai punti che ci servono per salvarci”. Un passaggio anche sull’avversario: “Abate? Bravo allenatore che sta facendo bene”.

Infine, uno sguardo più ampio: “La Serie B è un bacino per far crescere i giovani, anche per essere potenzialmente chiamati dalla Nazionale. Durante la sosta dobbiamo lavorare con convinzione per affrontare le prossime partite, lottando strenuamente fino alla fine. Bisogna volerlo con convinzione”.

Pierobon: “Un gol bellissimo, quasi alla Del Piero”

Tra i protagonisti della serata, Pierobon racconta l’emozione del gol: “Sono contento di questo gol. Non ho modelli, mi piace vedere tanti calciatori e prendere ispirazione. Fare un gol al Menti è stato bellissimo, quasi alla Del Piero”.

Il centrocampista ripercorre il periodo della squadra: “Abbiamo stretto i denti in questi mesi. La B è difficile, colto il primo obiettivo salvezza, ora andiamo a divertirci”. Sulla gara: “Nel secondo tempo abbiamo spinto per vincere. A Castellammare mi trovo bene”.

Un pensiero anche sull’azione decisiva: “Mi spiace per Ruggero, ho vinto il contrasto su di lui e poi ho segnato”. Infine, uno sguardo personale e collettivo: “Dopo l’infortunio ho lottato per ritrovare la forma. Come squadra siamo giovani e non ci poniamo limiti”.

Domenico Ferraro

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