La vicenda inizia su Facebook nel luglio 2024, quando un uomo della provincia di Salerno incontra una donna che si presenta come Dubois Marie Chancelle. Dice di vivere a Troyes, in Francia, dopo essersi trasferita da Bologna per problemi familiari. All’inizio si scambiano chat leggere, poi la relazione diventa più seria, messaggi quotidiani, promesse e parole d’affetto. In alcune conversazioni su WhatsApp si definisce addirittura “mia moglie”. Poco dopo arrivano le prime richieste di denaro.
La truffa e le perdite economiche
Tra luglio 2024 e maggio 2025 i versamenti diventano quasi una routine, prima piccole somme, poi centinaia o anche duemila euro in un giorno. Il meccanismo è sempre lo stesso, la donna indica una carta Postepay e un nome, e l’uomo invia il denaro. I destinatari cambiano spesso, nella ricostruzione della Procura compaiono almeno otto persone diverse, alcune più volte. Le motivazioni variano tra spese mediche, ricoveri ed emergenze familiari. Tra una richiesta e l’altra, i messaggi d’amore continuano. A un certo punto la donna chiede anche le credenziali di alcune carte intestate all’uomo. Lui le fornisce via WhatsApp e, da quel momento, almeno un versamento viene fatto direttamente su quei conti senza che lui lo sappia. Alla fine, la somma totale documentata supera i 15.000 euro.
Conseguenze legali e denuncia
La vicenda peggiora quando l’uomo scopre che due conti online, presso BBVA e N26, sono stati aperti a suo nome senza il suo consenso. Poco dopo riceve dai Carabinieri una notifica: è indagato dalla Procura della Repubblica di Marsala insieme a una persona che non conosce. Una delle sue carte Postepay è stata usata per estorcere denaro a un’altra persona, minacciandola con la diffusione di un video sessuale. I suoi documenti e il codice fiscale, inviati alla donna durante la relazione, sono stati usati per aprire quei conti. Il 18 marzo 2026, assistito dall’avvocato Leopoldo Catena del Foro di Salerno, presenta una denuncia formale contro Dubois Marie Chancelle e tutti i soggetti coinvolti, riservandosi di costituirsi parte civile. Alla querela sono allegati perizia informatica, analisi degli accessi con tracciamenti IP, ricevute dei versamenti, foto e tutte le chat. Dalla denuncia emerge lo schema tipico di una truffa romantica, la vittima non è stata solo derubata, ma prima sfruttata come fonte di denaro e poi inconsapevolmente usata come copertura per attività illecite verso altri.
Lucia Pia Mandara










