Sono le 6:18 del mattino di domenica 23 marzo, la statale che collega Castellammare di Stabia alla penisola sorrentina è ancora semideserta, animata solo da qualche runner che approfitta del fresco dell’alba. All’improvviso, delle grida rompono il silenzio: provengono dall’alto, dallo strapiombo roccioso che sovrasta la strada a Pozzano.
I corridori chiamano subito il 112: non vedono nessuno, ma sentono una voce che chiede aiuto e urla di disperazione.
La scalata eroica: tre carabinieri e un uomo nel vuoto
In pochi minuti arriva una pattuglia dei carabinieri con a bordo il comandante della compagnia di Sorrento e il suo autista, raggiunti subito da una gazzella del Nucleo Radiomobile stabiese. Seguendo le grida di aiuto, i militari individuano la sagoma di un uomo, che è in bilico su uno spuntone di roccia, a centinaia di metri di altezza.
Si tratta di un 48enne di Vico Equense, di cui si erano perse le tracce da circa tre giorni. L’uomo minaccia di lanciarsi, è convinto che “nulla si può risolvere”. I carabinieri non aspettano i rinforzi e cominciano una risalita impossibile.
Trenta minuti sospesi nel baratro
Una volta raggiunto il 48enne, i militari dell’Arma lo bloccano in un abbraccio collettivo, ancorandolo letteralmente alla parete rocciosa. Un solo movimento falso, un cedimento della roccia, e sarebbero precipitati tutti nel vuoto. Per oltre trenta minuti, tre vite sono rimaste strette a quella dell’uomo per impedirgli di mollare la presa.
Tra i sassi che cadevano a valle, i carabinieri continuano a parlargli, cercando di rompere il muro di dolore che lo aveva spinto fin lassù.
Il lieto fine e il ricovero
La tensione si scioglie solo con l’arrivo dei vigili del fuoco, che riescono a imbragare l’uomo e a riportarlo a terra in sicurezza. Senza quell’ancora umana formata dai carabinieri, il finale sarebbe stato tragico.
Il 48enne è salvo ed è stato affidato ai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale Maresca di Torre Del Greco.










