Gli uccelli marini e la caccia subacquea: uno studio rivela strategie di agguato nei marangoni

Gli uccelli marini sono generalmente considerati predatori della superficie e del cielo, ma le dinamiche delle loro immersioni restano ancora in gran parte poco conosciute. Un nuovo studio internazionale, guidato da esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn in collaborazione con il Marine Research Institute dell’Università di Klaipėda, il gruppo Subacquei per la Scienza e l’Università degli Studi di Trieste, ha approfondito questo aspetto.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Behaviour (DOI: 10.1163/1568539X-bja10356), si concentra sul comportamento del marangone dal ciuffo mediterraneo (Gulosus aristotelis desmarestii), mettendo in evidenza capacità tattiche finora non documentate.

La scoperta dell’agguato sottomarino

Tradizionalmente, marangoni e cormorani sono stati descritti come predatori che inseguono attivamente le prede o che le scovano sul fondale. Tuttavia, lo studio introduce per la prima volta l’ipotesi di una strategia più articolata: l’agguato sottomarino.

L’osservazione è avvenuta nelle acque di Is Arutas, dove un giovane esemplare è stato filmato mentre interagiva con specifiche strutture del fondale. L’animale ha utilizzato un tunnel sottomarino e una zona d’ombra sotto una scogliera per nascondersi e avvicinarsi ai banchi di latterini (Atherina sp.) senza essere individuato.

Una strategia articolata in tre fasi

L’analisi dei filmati ha portato i ricercatori a ipotizzare una strategia di caccia complessa, articolata in tre momenti distinti.

Nella fase di radunamento, il marangone insegue il banco di pesci, indirizzandolo verso barriere naturali o traiettorie prevedibili. Successivamente, nella fase di agguato, si posiziona dietro elementi del paesaggio sottomarino, sfruttando ombre e rocce per occultarsi e colpire a distanza ravvicinata. Infine, dopo l’attacco, l’animale si riposiziona per ripetere la sequenza.

Secondo i ricercatori, questo comportamento suggerisce che, nonostante una visione subacquea non particolarmente sviluppata, questi uccelli siano in grado di sfruttare in modo strategico l’ambiente circostante, trasformando il fondale in una vera e propria trappola naturale.

Interazioni con altre specie marine

Durante le osservazioni è stata registrata anche la presenza di spigole (Dicentrarchus labrax). Sebbene non sia stata documentata una cooperazione diretta, come osservato in altri studi condotti in Croazia, il movimento di questi predatori potrebbe influenzare lo spostamento dei banchi di pesci, facilitando indirettamente l’azione del marangone.

Il contributo della citizen science

La scoperta è frutto di osservazioni sul campo, evidenziando il valore del contributo diretto di chi frequenta l’ambiente marino. In questo contesto, la Stazione Zoologica Anton Dohrn ha lanciato il progetto di citizen science #InVOLOinunMAREdiVIDEO.

Coordinato dall’ornitologo Rosario Balestrieri e dall’etologo Piero Amodio, il progetto invita subacquei, pescatori in apnea e appassionati di snorkeling a contribuire alla raccolta di filmati subacquei di uccelli marini.

L’obiettivo è analizzare le tecniche di pesca, le profondità raggiunte e le possibili interazioni tra specie. I video, anche di breve durata e realizzati sia in Italia che all’estero, possono essere inviati all’indirizzo dedicato del progetto.

Un contributo aperto alla ricerca scientifica

Ogni contributo raccolto potrà rappresentare un elemento utile per approfondire lo studio dell’etologia marina. L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui la ricerca scientifica si apre sempre più alla partecipazione attiva dei cittadini, ampliando le possibilità di osservazione e raccolta dati.

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