A distanza di ventiquattr’ore dal consiglio comunale che ha fatto esplodere le tensioni a Torre Annunziata, arriva la risposta politica più dura: il sindaco Corrado Cuccurullo e l’intera maggioranza chiedono le dimissioni entro 48 ore della consigliera Francesca Caso dalla presidenza della Commissione Cultura, estendendo esplicitamente la richiesta anche all’assessore Antonio Coppola, individuato come riferimento politico diretto. Una presa di posizione formale, messa nero su bianco in una nota congiunta, che trasforma lo scontro consumatosi in aula in una rottura politica conclamata e difficilmente sanabile.
Lo strappo sul bilancio
Al centro della vicenda resta quanto accaduto durante la seduta a Palazzo Criscuolo, quando la consigliera ha deciso di abbandonare l’aula prima del voto sul Bilancio di Previsione, atto definito dalla maggioranza come il momento più importante dell’intero anno amministrativo. Un gesto che, secondo il sindaco e i gruppi consiliari, non può essere ridimensionato a semplice dissenso politico interno. “Non c’è spazio per chi mette le ambizioni personali o i dissidi di partito davanti al bene comune”, si legge nella nota, che fissa immediatamente il perimetro dello scontro. Da qui la richiesta perentoria: “Attendiamo entro 48 ore le dimissioni da Presidente della Commissione Cultura della consigliera Francesca Caso e dell’assessore di riferimento, Antonio Coppola”.
Il significato politico dell’uscita dall’aula
Il passaggio chiave riguarda proprio il significato politico dell’uscita dall’aula, interpretata come una frattura grave nei confronti della coalizione. “Il voto sul Bilancio non è un atto burocratico, ma il pilastro che regge l’azione di governo”, sottolineano sindaco e maggioranza, aggiungendo che “sottrarsi a questo voto per logiche di frattura interna o personalismi significa tradire il patto sottoscritto con gli elettori e con il sindaco e la maggioranza”. Parole che non lasciano margini di interpretazione e che spostano il piano dello scontro da una dinamica interna ai gruppi a una vera e propria messa in discussione del rapporto fiduciario.
“Fuori dalla coalizione”: la linea della maggioranza
Il documento prosegue con un passaggio ancora più netto, destinato a segnare un punto di non ritorno: “Non esistono appoggi esterni o dissidenze tecniche su un atto che garantisce i servizi a tutti i cittadini di Torre Annunziata”. E ancora: “Chi abbandona l’aula nel momento del voto più importante dell’anno si pone, nei fatti e nelle intenzioni, al di fuori del perimetro di questa coalizione”. Una frase che sancisce politicamente l’uscita della consigliera dalla maggioranza, rafforzata da un’ulteriore presa di posizione: “Da oggi, non consideriamo più quel consigliere come parte integrante del progetto di governo: la sua scelta è una dichiarazione di sfiducia”.
La crisi nei Popolari per la Pace
La crisi, tuttavia, non nasce nelle ultime ore. L’episodio si inserisce nella già profonda spaccatura interna al movimento Popolari per la Pace, esplosa pubblicamente durante lo stesso consiglio comunale, quando Francesca Caso aveva attaccato frontalmente l’ex capogruppo Roberto De Rosa, accusandolo di aver agito in autonomia e di aver isolato il gruppo. Una frattura aggravata dalla decisione dello stesso De Rosa di lasciare il movimento e passare al gruppo misto, passaggio che sarà formalizzato dopo il 16 aprile e che ha contribuito a destabilizzare ulteriormente gli equilibri interni.
La replica sugli atti di bilancio
Nel mirino della maggioranza finiscono anche le giustificazioni avanzate dalla consigliera in merito alla presunta mancata visione degli atti di bilancio. La replica è affidata a un passaggio altrettanto duro della nota: “I documenti di bilancio sono rimasti a disposizione di tutti. È dovere del consigliere, investito del mandato popolare, consultare gli atti depositati. L’ignoranza degli stessi non può essere usata come paravento per manovre politiche di disturbo”. Un’affermazione che evidenzia come il confronto abbia ormai assunto toni aspri e senza mediazioni, superando il piano tecnico per entrare in quello strettamente politico.
Le conseguenze sull’amministrazione
Sul piano degli equilibri amministrativi, la richiesta di dimissioni che coinvolge anche l’assessore Antonio Coppola apre scenari più ampi, perché potrebbe determinare un riassetto dell’esecutivo, oltre che una ridefinizione dei rapporti tra i gruppi consiliari. Nonostante ciò, la maggioranza prova a ribadire compattezza e continuità dell’azione amministrativa: “L’Amministrazione Comunale prosegue il suo lavoro con una maggioranza coesa e determinata”. Ma il messaggio finale lascia intendere che non ci saranno ulteriori tolleranze: “Non saranno tollerati ulteriori tentativi di rallentare l’azione amministrativa con tatticismi che appartengono a una vecchia politica che Torre Annunziata ha già ampiamente superato”.
Una crisi aperta
Una chiusura che fotografa una crisi ormai aperta, destinata a produrre effetti concreti nelle prossime ore, con il conto alla rovescia sulle dimissioni richieste e con una maggioranza che, almeno nelle intenzioni dichiarate, non appare più disposta a ricucire lo strappo.










