Un racconto corale fatto di memoria, valori e identità collettiva. Il Gran Galà in programma sabato 17 gennaio 2026 alle ore 20.30, al Teatro Siani di Cava de’ Tirreni, rappresenta l’atto conclusivo delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’associazione Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo (SMR) e, al tempo stesso, l’inizio di una nuova fase progettuale per il sodalizio.
La serata suggellerà un anno intenso di iniziative culturali riconducibili al progetto “Fuoco! Pistonieri, armati di valori”, attraverso il quale l’associazione ha raccontato la propria storia, il proprio ruolo sociale e il profondo legame con il territorio. Nel corso del Galà saranno inoltre presentati i prossimi appuntamenti, tra cui una nuova edizione della rievocazione storica “Cava 1535 – L’ingresso dell’imperatore Carlo V”, prevista tra fine maggio e inizio giugno, e la partecipazione a una manifestazione in Spagna, nell’ambito della Rete di Cooperazione degli Itinerari Europei dell’Imperatore Carlo V, riconosciuta dal Consiglio d’Europa.
A guidare il pubblico in questo viaggio nella memoria sarà la voce dell’attrice Grazia Maria La Ferla, che interpreterà alcuni brani tratti dal volume “Fuoco! Pistonieri, armati di valori”. Un racconto emozionale che ripercorre la nascita dell’associazione nel 1975 e la sua evoluzione attraverso le testimonianze di chi, nel tempo, ne ha fatto parte, contribuendo a una vera e propria staffetta generazionale. Nel libro, l’esperienza all’interno del gruppo – come musicista, pistoniere o portastendardo – è descritta come una tappa fondamentale di crescita personale, fondata sui valori del rispetto, del sacrificio e dell’impegno per il bene collettivo.
Nel corso della serata sarà inoltre proiettato in anteprima il teaser del docufilm dedicato ai cinquant’anni dei Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo, ulteriore tassello di un percorso di valorizzazione e trasmissione della memoria storica.
“Celebrare cinquant’anni di attività significa onorare la memoria di chi ha iniziato questo cammino nel 1975 e ringraziare chi oggi continua a far battere il cuore della nostra realtà”, sottolinea Sabato Bisogno, presidente dell’associazione.
“Questo anniversario è un patrimonio dell’intera città di Cava de’ Tirreni. Il Gran Galà non è soltanto una serata di festa, ma il coronamento di un anno straordinario, durante il quale abbiamo raccontato la nostra storia a 360 gradi, condividendo valori, emozioni e radici con la comunità”.
La serata si aprirà con i saluti istituzionali del presidente Bisogno, seguiti dagli interventi del Sindaco di Cava de’ Tirreni, Vincenzo Servalli, e dell’Arcivescovo di Cava e Amalfi, monsignor Orazio Soricelli. Un momento di riflessione spirituale sarà affidato a don Francesco Della Monica, che ricorderà il legame profondo tra il Casale e la fede. Il Gran Galà sarà condotto dal giornalista Antonio Di Martino.
Il progetto culturale e la tradizione dello sparo dell’archibugio
Il cinquantesimo anniversario dei Pistonieri-Archibugieri Santa Maria del Rovo segna un punto di equilibrio tra memoria e futuro. Oltre 750 associati hanno contribuito, in mezzo secolo, alla crescita del sodalizio, accompagnando intere generazioni in un percorso di formazione umana e culturale.
Il patrimonio più prezioso dell’associazione risiede nei valori, nella fede e nelle tradizioni che hanno caratterizzato la vita comunitaria del Casale e dell’intera città. L’anniversario diventa così uno strumento fondamentale per tramandare alle nuove generazioni la ricchezza di storie, esperienze ed emozioni che hanno plasmato il movimento storico-folkloristico cavese.
Tra gli obiettivi più ambiziosi del progetto culturale vi è il riconoscimento della tradizione dello sparo dell’archibugio come patrimonio immateriale dell’umanità. Una pratica secolare, documentata almeno dal XVIII secolo e unica nel suo genere, che vede i gruppi di “sparatori” sfilare lungo le antiche vie porticate del borgo per poi eseguire lo sparo del pistone durante la Festa di Montecastello. Tramandata di padre in figlio, questa tradizione ha dato origine, cinquant’anni fa, al movimento folkloristico degli archibugieri cavesi, oggi simbolo identitario di un’intera comunità.









