Tre persone sono state raggiunte da una ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Ottavio Colalongo, ucciso a Scisciano il 17 dicembre 2025.
Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna su delega del Procuratore Distrettuale di Napoli, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Le accuse e l’aggravante mafiosa
I tre indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio e di detenzione e porto illegali di arma comune da sparo. I reati sono contestati con le aggravanti del metodo mafioso e della finalità di agevolare il clan camorristico Luongo – Covone – Aloia.
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero agito come mandanti ed esecutori del delitto.
Il delitto del 17 dicembre 2025
L’episodio al centro dell’inchiesta è l’omicidio di Ottavio Colalongo, consumato a Scisciano il 17 dicembre 2025. Le indagini avrebbero consentito di delineare un quadro indiziario ritenuto grave in ordine alla pianificazione e alla realizzazione dell’azione omicidiaria.
Gli inquirenti ritengono che il delitto sia maturato in un contesto di contrapposizione tra gruppi criminali attivi sul territorio.
Il movente: controllo delle piazze di spaccio
L’omicidio, stando alla ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato commesso per assicurare il controllo delle piazze di spaccio sul territorio, in contrapposizione al gruppo criminale dei Filippini. Il delitto si inserirebbe in un contesto di conflitto tra gruppi camorristici per la gestione delle attività illecite legate allo spaccio.









